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in archivio dal 19 nov 2013

Marco Grattoni

28 giugno 1964, Milano - Italia

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  • 20 novembre 2013 alle ore 17:28
    abito il mio cuore

    Abito il mio cuore,
    perchè non mi resta
    altro dove andare.
    ho dato per scontato,
    che nulla mi avrebbe
    intaccato, e ferito.
    brandendo una spada
    come un guardiano
    del tempo, proteggevo
    un tesoro, consumando
    tutte l le forze e
    cadendo in ginochio
    gocciolante di  quel
    sangue, che non ha
    più sapore.

     
  • 19 novembre 2013 alle ore 8:56
    Inquietudine

    Mi trovo a camminare,
    per le vie della città 
    deserte e spoglie,
    avvolte dalla nebbia,
    sembra un quadro in
    bianco e nero
    solo le luci dei lampioni
    indicano la via da percorrere,
    illuminando le panchine,
    nude e fredde.
    come i marciapiedi abituati
     al calpestio della
    gente sembrano piangere
    tristi aspettando il giorno.
    sento il mio respiro affannoso,
    ammalato d'amore che fatica,
    c'è un silenzio che rimbomba,
    prepotente e insistente,
    si possono udire le urla
    di malinconia, ttrasportate
    dall'eco della notte
    che si propagano nell'ombra
    dell'oscurità.
    Cammino, cammino
    non penso a niente
    in questa notte freda,
    non cerco nessuno,
    in questa città fantasma,
    resiro il silenzio,
    l'amante che ho sempre respinto
    ma che mi accompagna nei
    miei giorni di solitudine,
    senza mai stancarsi.
     

     
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