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Autore

Margaret Mazzantini

in archivio dal 03 lug 2007

27 ottobre 1961, Dublino

segni particolari:
Ho esordito in letteratura con "Il catino di zinco" (Marsilio Editori, 1994), vincitore del Selezione Campiello e del premio Opera Prima Rapallo-Carige. Con "Non ti muovere" (Mondadori 2002) ho vinto il premio Strega. Dal 1987 sono sposata con Sergio Castellitto con cui ho quattro figli.

mi descrivo così:
Nasco come attrice di teatro, cinema e televisione ma sono conosciuta soprattutto come scrittrice.

20 settembre 2011 alle ore 8:48

Manola

di Margaret Mazzantini

editore: Mondadori

pagine: 252

prezzo: 7,13 €

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In "Manola", Margaret Mazzantini, mette a confronto due diversi prototipi di donna, due identità completamente contrapposte di femminilità: Anemone, solare e vitale e Ortensia, depressa e oscura. Infelicità esistenziale contro vitalità assoluta, paura contro coraggio, luce contro buio in un crescendo esilarante di piccoli monologhi dove le personalità divergenti delle due sorelle divengono l'emblema della schizofrenia della nostra società. Protagonista indiscusso dell'opera è il complesso essere femminile, ricco di sfaccettature di paradossali sfumature. Sagace è l'ironia che pervade le parole delle due sorelle e acuta è la capacità dell'autrice di creare piani paralleli che finiscono progressivamente e silenziosamente per mescolarsi, fondersi, sovrapporsi, invertirsi come a voler evidenziare che nella vita non esistono ruoli predefiniti o scontati ma solo diverse manifestazioni dell'essere e che ognuno è al contempo luce e tenebre. 
Ecco un evidente confronto tra le due sorelle e i loro contrapposti universi.

Ortensia: "L'inizio. Il problema e l'inizio. Ho tante cose da raccontarle , Manola. Sono così piena. E' una pienitudine piuttosto dolorosa, mi creda. Lo so, basterebbe buttare lì il primo sassolino, a caso. Temo che verrebbe giù una irrefrenabile slavina".

Anemone: "Sono in ritardo? Io sono sempre in ritardo, però detesto i ritardi, detesto quelli che si approfittano del mio tempo, come se fosse meno prezioso del loro. In quanto al tempo degli altri, non è colpa mia, ma non riesco proprio a stargli dietro".

recensione di Claudio Volpe

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