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in archivio dal 27 feb 2014

Michele Gentile

04 gennaio 1972, Ostia - Roma - Italia
Segni particolari: Vivo!
Mi descrivo così: Poeta.
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  • martedì alle ore 8:47
    Poesia

    Sul mare crepitano scaglie di tramonto
    disegnano onde di porpora.
    Una nuvola si muove appena
    infilzata dall'ultimo raggio di sole.
    Le vele son pronte,
    sono ali spiegate dalla memoria.
    Si parte.
    La poesia è un viaggio
    verso il mare aperto.

     
  • 05 luglio alle ore 12:22
    La cruna dell’ago

    Accompagno i passi di un vento
    smarritosi lungo il corso del silenzio.
    Rovesciato dalla rivalsa di un tramonto
    che, su ogni pietra
    ha inciso il suo tormento.
    La luce è china su di me,
    addomestica le prime fattezze della notte
    augurandomi finalmente ogni sembianza di verità.
    Questa è la strada intrapresa
    né amara né giocosa,
    pronuncia esotica
    di un luogo inesistente.
    Questa è la cruna dell’ago
    per l’ultimo, disperato transito
    di un filo di voce.

     
  • 25 giugno alle ore 7:53
    Atlantico

    Scrivo per non perdermi di vista
    in questo Atlantico
    che schiuma silenzi.
    Alla deriva vanno facili parole,
    effimere carcasse di voce
    come rimedio
    alla cruda ragione degli occhi.
    Inneggia alla disperazione  
    la cadenza della sera
    mentre le vele squarcia
    un grumo di vento impietoso.
    Lascio alle onde la confidenza del ritorno,
    alle isole l' indolenza dell’approdo.
    Seguo le rotte della memoria
    seguo una scia che sconfina negli abissi.
    Vivere senza poesia
    e' come navigare
    senza timone.
     

     
  • 10 maggio alle ore 11:03
    Alle radici del vuoto

    Se veramente siamo
    se veramente non ci abituiamo
    nessuno verrà a cercarci.
    Nessuno ci chiederà un po’ del nostro tempo
    per tradire le attese.
    Gli occhi contano
    le assenze che ci restano,
    gli inverni svitano la memoria
    fino a farne colare i ricordi
    sulle labbra del precipizio.
    Cadiamo in rovina
    uno alla volta
    pronunciando l’estasi del silenzio;
    qui nessuno ha paura del buio.

     
  • 03 maggio alle ore 9:16
    Al quinto giorno di vento

    Me ne andai senza una scusa.
    Sull’orlo delle labbra
    si strapparono parole d’addio.
    Volarono via come foglie secche
    dal ramo. Un foglio ingiallito
    rimbalzava per il vicolo
    oroscopi e defunti.
    Ero dove mi ero lasciato,
    in verticale attesa di un brivido
    che ricucisse il mio intimo abbandono.

     
  • 30 aprile alle ore 9:53
    Relitto

    Accanto a me giace
    il pallore disperso del cielo
    nel muto richiamo del vento.
    E’ di chi resta,
    di chi scampa al naufragio
    l’aspro suolo che vacilla,
    l’assiepata solitudine di veglie
    strappate alla sera.
    In questa notte a venire
    trovo riparo,
    nel farmi bastare il passato
    prima d’esser divorato
    dal silenzio.

     
  • 27 aprile alle ore 8:17
    Di morte si vive

    Qual è l’ultima parola?
    Quella che stride
    quella che genera
    il cedimento
    che sgretola i muri.
    Umanità!
    Totale, senza premesse
    senza compromessi.
    Ora hai paura ma poi?
    Capisci quello che dice la morte,
    capisci quelli che di morte si vive
    ma la verità è…che resta tutto uguale;
    eppure il vaccino contro la fame
    c’è già!

     
  • 19 aprile alle ore 14:25
    Lei

    Ho veduto il cielo tingersi

    di mare e di lavanda,

    ho sentito tremare le mani

    mentre imploravano la speranza.

    Lei, colei a cui appartengo

    tornava da me.

     
  • 13 aprile alle ore 11:16
    La mia dimora

    E’nei solchi del carro.
    Ha rami e radici nel vento
    odora di pioggia.
    E’ in cammino,
    come me non ha messo foglie.
    Appartiene all’indulgenza della sera
    sulle colline rivolte al mare.
    La mia dimora è sola
    orme di lacrime
    che nessuno ha visto cadere.

     
  • 07 aprile alle ore 8:46
    In alto

    Lassù
    oltre queste mura.
    Oltre laceranti silenzi 
    e smarrimenti senza misura
    ci sei tu.

     
  • 06 aprile alle ore 12:34
    Clone

    Troppe domande,
    spasmi che non hanno suono.
    Maturano strisciando tra i denti
    stagionano le labbra,
    riscrivono le regole
    della buona educazione.
    Il modo in cui sorrido,
    come mi uccido
    sono contrazioni di una lampada
    allucinazioni ipnagogiche
    di un miraggio qualsiasi
    perché si sa…
    l’istinto di sopravvivenza
    è tipico di un clone,
    la rara controindicazione 
    di un dolore
    che ha smesso di nuocere.

     
  • 02 aprile alle ore 11:50
    Gli occhi

    Gli occhi nudi
    non hanno coraggio,
    non vogliono voltarsi.
    E’ una strana faccenda…
    guardano avanti e avanti,
    cercano la luce
    per non vedere

     
  • 21 marzo alle ore 15:17
    21 marzo

    Ardisco quei germogli
    che predano le stagioni
    mi nutro di radici
    che mi augurano cielo.
    Diventi mare, aria
    voce di me.
    E gli orli delle parole
    respirano il conforto.
     Allora canta e fiorisci
    e ancora canta e piovi mia Poesia.
    Sollevami, ti prego aiutami
    ad esistere oltre quello che sono,
    stretto nella mia mano
    che impugna un verso
    per non lasciarmi andare via.

     
  • 16 marzo alle ore 8:09
    Pagine di memoria

    Eppure sai dove cercarmi
    quando mi nascondo in un silenzio.
    Son qui e affioro
    dagli occhi lucidi,
    strappo pagine di memoria
    tornando a quei cieli
    sospesi
    in riva al mare.

     
  • 23 febbraio alle ore 15:19
    Il guerriero

    La guerra e' alle porte
    e questa terra
    e' gia' piena di croci.
    Piena di albe morenti
    sul greto del fiume.
    Oltre la collina le mie dita
    catturano un piccolo sole
    mentre gli eroi se ne tornano a casa.
    Non mi cercare, ho pianto troppe partenze
    fingendomi ancora in vita.
    Resto e combatto, ancora.
    Un giorno, non ricordo quale,
    riposero' anch' io tra i girasoli
    finalmente in pace, indifeso
    libero da tutta questa rabbia

     
  • 15 febbraio alle ore 16:04
    L'ora più buia

    Dimoro il frastuono
    di stanze vuote
    di porte chiuse a chiave.
    Metrica di silenzi
    incisa sulla pelle
    prima ancora di nascere.
    E tutto l'orrore, le violenze
    le paure, la vergogna
    la desolazione
    incontrano le assenze,
    la perdita
    la disfatta, le solitudini
    il dolore.
    Questa e' l'ora piu' buia
    l'ora del tumulto.
    E' il momento di scoprire
    dove muore il giorno.
    Siamo soli
    in guerra
    con i nostri demoni
    per un raggio di sole.
     

     
  • 06 febbraio alle ore 16:05
    Silenzio

    Già la luce della sera
    mi trafigge.
    Vorrei ritrovare
    quello che ho perso
    vorrei dimenticare
    quello che ho visto.
    Sono vicino, più vicino
    all'orizzonte, felice ora
    di perdermi.
    Chiedo al vento dove andrò a riposare
    se capisce il senso di questi sorrisi
    ma lui piangendo
    mi urla in faccia
    tutto il mio silenzio

     
  • 02 febbraio alle ore 15:04
    Come il mare

    Come questo mare
    mi strazio
    mi tormento
    mi accanisco
    mi lacero
    mi logoro
    fremo  
    poi
    mi placo.
    E ancora
    infurio
    mi frantumo
    mi dimeno
    mi contorco
    irrompo
    quindi
    mi abbandono.
    Come il mare
    non so darmi pace,
    come questo mare
    non mi lascio stare.
    Mi ignoro
    mi chiamo
    mi violento
    mi infrango
    mi anniento
    e
    urlo
    rimbombo
    calpesto
    fracasso  
    devasto
    rovino
    soverchio
    mi pento
    me ne vado
    mi cerco
    mi vedo
    infine
    mi perdo
     

     
  • 30 gennaio alle ore 17:14
    Stanco di tornare

    Sono stanco degli uomini dei loro occhi.
    Sono stanco di parole che scrocchiano in bocca
    come ossa rotte.
    Credo sia meglio restarmene qui
    in riva al mare
    ad aspettare la notte
    facendo finta di niente
    sputando magari sentenze in faccia alla morte.
    Come se non fossi mai nato
    come se quel bambino
    che non ho più ritrovato
    stesse ancora aspettando al bancone per un gelato.
    Sono stanco degli uomini dei loro specchi,
    sono stanco di tornare.

     
  • 14 gennaio alle ore 9:00
    Padre mio

    Nessuna compassione padre,
    nessun perdono.
    Mi hai lasciato sull' orlo della notte
    e ho imparato
    a camminare nelle tenebre.
    Hai spento tutte le stelle
    e ho preso a viaggiare solo
    e senza orizzonte.
    Hai strappato le mie radici
    facendole avvizzire nelle lacrime
    e ora sono vene
    che mi nutrono di rabbia
    e d' amore.
    Hai cancellato ogni impronta
    che ho lasciato per non perdermi
    ma ho continuato a cercarmi
    fino a ritrovarmi nell' inquietudine del mare.
    Mai saro' male
    che genera altro male
    ma tu, padre
    tu non ci sarai.
    Sei oramai l'eco lontana di un sole
    che si perde dietro le cime,
    sei il libro delle favole
    che ho riposto in fondo
    al cassetto dei ricordi.
     

     
  • 01 gennaio alle ore 15:34
    Come foglia che cade

    Come foglia che trema
    e poi cade
    senza l’inverno, in silenzio.
    Come lacrima che scende
    sulle labbra chiuse
    e bagna una parola
    che non vuole nascere.

     
  • 19 dicembre 2020 alle ore 15:03
    Notte di Natale

    Chiedo a questa finestra
    affacciata sul mare
    di farmi respirare un po' di cielo.

    Scrivo qualcosa sul vetro nero
    forse è prosa forse poesia.

    Una stella lontana brilla
    sempre più forte
    la magia di un cuore
    che ci apre le porte.

    Abbracciamoci, teniamoci stretti
    e non lasciamoci andare
    questa notte nulla potrà farci del male,
    questa notte è luce che non puo' naufragare.

     
  • 10 novembre 2020 alle ore 14:11
    Giorni randagi

    Si rincorrono
    lungo la strada.
    Mi annusano, mi ringhiano
    mi girano intorno,
    mi lasciano solo
    sotto la pioggia.
    Scodinzolano, mi leccano
    mi accompagnano verso sera.
    Queste stagioni
    questi miei giorni;
    randagi per vocazione
    dannati senza ragione

     
  • 08 agosto 2020 alle ore 8:19
    Bolsena

    Su queste fertili sponde dove le fronde sussurrano limpide acque e una corona di poggi cinge il capo alla bisentina Signora questi miei giorni, lievi ora si posano. Dolcemente riposano carezzati da festosa luce sospesi nel vento, al riparo dagli artigli di un tempo rapace. Cosi' tace il giorno tra le ortensie per antichi sentieri si perde, un tramonto immortale riverbera sconfinati cieli mentre Bolsena superba si specchia nel lago e mi promette la sera

     
  • 29 maggio 2020 alle ore 15:05
    Sentieri Inversi

    Siamo l' eco di cio' che sara' il viaggio a ritroso che rammenda gli strappi del tempo. Per ogni cielo che ci sara' concesso germogliera' tra i rami il verso piu' sincero. Prima di meritare la pietra costruiremo ponti segneremo cammini, sentieri inversi che ci chiameranno fuori citta'. Osserveremo le leggi della poesia ci atterremo alle norme del silenzio quando il dolce passo della malinconia trovera' conforto tra i rovi dell' oblio. China sulle sponde del giorno la giovane notte ci sorride: I poeti lasciano impronte profonde per non farci perdere.