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Poesie di Michele Gentile

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  • 05 novembre alle ore 10:59
    Quante volte

    Quante volte t' ho sognato oh mare e ascoltato il tuo canto cullare la mia malinconia. Quante volte t' ho cercato e invocato i tuoi abissi per non buttarmi via. La vita, questa vita non l' ho mai perdonata io non l' ho mai incontrata. Ho continuato a camminare senza mai voltarmi solo per raggiungere questa riva. Quante volte mi hai salvato oh mare da me stesso dal cielo dalla speranza. Quante volte sei tornato con una poesia a darmi pace, a farmi compagnia.

  • 28 ottobre alle ore 14:41
    Dove guardi tu

    Vorrei guardare dove guardi tu
    e perdermi nel mare dei tuoi occhi.

    Vorrei sentire sulla pelle i venti che ti accarezzano
    e volare via fino a raggiungere le terre estreme del sogno.

    Vorrei vedere quei cieli che tu hai reso più umani graffiandoli con un sorriso.

    Saprei dove andare se fossi insieme a te,
    potrei persino ascoltare se tu mi chiamassi.

    Vorrei innamorarmi nuovamente della vita
    farla tornare a casa
    e saperla al sicuro in ogni tuo abbraccio.

    A mia sorella Elisabetta

  • 13 ottobre alle ore 11:37
    Negli occhi di una madre

    Ho sognato una bambina

    promessa al mare

    e le miserie di un cielo

    devoto solo a sé stesso.

    Ho veduto memorie e coscienze

    infliggersi parole aguzze

    senza mai confessarne l'ombra.

    E' bianca la vela

    che mi porta via,

    bianca la voce

    negli occhi di una madre.

  • 08 ottobre alle ore 9:04
    La notte scorsa

    Tuonano sul mare
    i rovinosi pianori dell'orizzonte.

    Come se non ci fosse
    più nulla da dire
    un filo d'erba trema lontano
    dalle mie labbra.

    Ero accanto al tuo ricordo
    quando iniziò a piovere.

  • 28 settembre alle ore 7:19
    Così

    Qui dentro piove

    ma nessuno se ne accorge.

    Perdonami se a volte

    non ti sento andar via

    ma i ricordi fanno troppo rumore.

    Non ho il coraggio di venirti a cercare

    così trovo scampo

    nei giorni perduti

    nei sorrisi oramai lontani.

    Trovo conforto nelle cose dimenticate,

    nelle stagioni che si rincorrono

    e che non si curano

    di chi resta indietro.

    Così trovo riparo nei libri letti

    in una folata di vento

    nelle lacrime che non piango.

    E mi nascondo

    mi nascondo tra i silenzi,

    nella rabbia.

    Così cammino e vedo

    e vado per il mondo

    quando si fa buio

    e resto solo

    ad aspettare il tuo ritorno.

    a mia sorella Elisabetta

  • 24 settembre alle ore 7:11
    i cancelli d'Autunno

    Le prime piogge
    spezzano l' aria,
    un maldestro frammento di cielo
    si perde tra i silenzi.
    La terra non parla
    si tramanda nella
    preghiera delle foglie.
    Sorge il vento
    a rinfrancare la veglia
    mentre un giovane tramonto
    millanta orizzonti di poesia.
    Urge un tempo
    che sappia dove cercarci
    quando anche per voi
    sara' giunta l' ora di tornare,
    quando anche per  noi
    sara' il momento di varcare  
    i cancelli d'Autunno.

  • 22 settembre alle ore 7:39
    Luna

    Infine
    impigliata tra i rami
    della notte
    ti ritrovai
    mia luna
    cosi' vicina
    cosi' distante
    da perdermi
    nelle tue carezze

  • 14 settembre alle ore 8:47
    Poesia

    Sul mare crepitano scaglie di tramonto
    disegnano onde di porpora.
    Una nuvola si muove appena
    infilzata dall'ultimo raggio di sole.
    Le vele son pronte,
    sono ali spiegate dalla memoria.
    Si parte.
    La poesia è un viaggio
    verso il mare aperto.

  • 05 luglio alle ore 12:22
    La cruna dell’ago

    Accompagno i passi di un vento
    smarritosi lungo il corso del silenzio.
    Rovesciato dalla rivalsa di un tramonto
    che, su ogni pietra
    ha inciso il suo tormento.
    La luce è china su di me,
    addomestica le prime fattezze della notte
    augurandomi finalmente ogni sembianza di verità.
    Questa è la strada intrapresa
    né amara né giocosa,
    pronuncia esotica
    di un luogo inesistente.
    Questa è la cruna dell’ago
    per l’ultimo, disperato transito
    di un filo di voce.

  • 25 giugno alle ore 7:53
    Atlantico

    Scrivo per non perdermi di vista
    in questo Atlantico
    che schiuma silenzi.
    Alla deriva vanno facili parole,
    effimere carcasse di voce
    come rimedio
    alla cruda ragione degli occhi.
    Inneggia alla disperazione  
    la cadenza della sera
    mentre le vele squarcia
    un grumo di vento impietoso.
    Lascio alle onde la confidenza del ritorno,
    alle isole l' indolenza dell’approdo.
    Seguo le rotte della memoria
    seguo una scia che sconfina negli abissi.
    Vivere senza poesia
    e' come navigare
    senza timone.
     

  • 10 maggio alle ore 11:03
    Alle radici del vuoto

    Se veramente siamo
    se veramente non ci abituiamo
    nessuno verrà a cercarci.
    Nessuno ci chiederà un po’ del nostro tempo
    per tradire le attese.
    Gli occhi contano
    le assenze che ci restano,
    gli inverni svitano la memoria
    fino a farne colare i ricordi
    sulle labbra del precipizio.
    Cadiamo in rovina
    uno alla volta
    pronunciando l’estasi del silenzio;
    qui nessuno ha paura del buio.

  • 03 maggio alle ore 9:16
    Al quinto giorno di vento

    Me ne andai senza una scusa.
    Sull’orlo delle labbra
    si strapparono parole d’addio.
    Volarono via come foglie secche
    dal ramo. Un foglio ingiallito
    rimbalzava per il vicolo
    oroscopi e defunti.
    Ero dove mi ero lasciato,
    in verticale attesa di un brivido
    che ricucisse il mio intimo abbandono.

  • 30 aprile alle ore 9:53
    Relitto

    Accanto a me giace
    il pallore disperso del cielo
    nel muto richiamo del vento.
    E’ di chi resta,
    di chi scampa al naufragio
    l’aspro suolo che vacilla,
    l’assiepata solitudine di veglie
    strappate alla sera.
    In questa notte a venire
    trovo riparo,
    nel farmi bastare il passato
    prima d’esser divorato
    dal silenzio.

  • 27 aprile alle ore 8:17
    Di morte si vive

    Qual è l’ultima parola?
    Quella che stride
    quella che genera
    il cedimento
    che sgretola i muri.
    Umanità!
    Totale, senza premesse
    senza compromessi.
    Ora hai paura ma poi?
    Capisci quello che dice la morte,
    capisci quelli che di morte si vive
    ma la verità è…che resta tutto uguale;
    eppure il vaccino contro la fame
    c’è già!

  • 19 aprile alle ore 14:25
    Lei

    Ho veduto il cielo tingersi

    di mare e di lavanda,

    ho sentito tremare le mani

    mentre imploravano la speranza.

    Lei, colei a cui appartengo

    tornava da me.

  • 13 aprile alle ore 11:16
    La mia dimora

    E’nei solchi del carro.
    Ha rami e radici nel vento
    odora di pioggia.
    E’ in cammino,
    come me non ha messo foglie.
    Appartiene all’indulgenza della sera
    sulle colline rivolte al mare.
    La mia dimora è sola
    orme di lacrime
    che nessuno ha visto cadere.

  • 07 aprile alle ore 8:46
    In alto

    Lassù
    oltre queste mura.
    Oltre laceranti silenzi 
    e smarrimenti senza misura
    ci sei tu.

  • 06 aprile alle ore 12:34
    Clone

    Troppe domande,
    spasmi che non hanno suono.
    Maturano strisciando tra i denti
    stagionano le labbra,
    riscrivono le regole
    della buona educazione.
    Il modo in cui sorrido,
    come mi uccido
    sono contrazioni di una lampada
    allucinazioni ipnagogiche
    di un miraggio qualsiasi
    perché si sa…
    l’istinto di sopravvivenza
    è tipico di un clone,
    la rara controindicazione 
    di un dolore
    che ha smesso di nuocere.

  • 02 aprile alle ore 11:50
    Gli occhi

    Gli occhi nudi
    non hanno coraggio,
    non vogliono voltarsi.
    E’ una strana faccenda…
    guardano avanti e avanti,
    cercano la luce
    per non vedere

  • 21 marzo alle ore 15:17
    21 marzo

    Ardisco quei germogli
    che predano le stagioni
    mi nutro di radici
    che mi augurano cielo.
    Diventi mare, aria
    voce di me.
    E gli orli delle parole
    respirano il conforto.
     Allora canta e fiorisci
    e ancora canta e piovi mia Poesia.
    Sollevami, ti prego aiutami
    ad esistere oltre quello che sono,
    stretto nella mia mano
    che impugna un verso
    per non lasciarmi andare via.

  • 16 marzo alle ore 8:09
    Pagine di memoria

    Eppure sai dove cercarmi
    quando mi nascondo in un silenzio.
    Son qui e affioro
    dagli occhi lucidi,
    strappo pagine di memoria
    tornando a quei cieli
    sospesi
    in riva al mare.

  • 23 febbraio alle ore 15:19
    Il guerriero

    La guerra e' alle porte
    e questa terra
    e' gia' piena di croci.
    Piena di albe morenti
    sul greto del fiume.
    Oltre la collina le mie dita
    catturano un piccolo sole
    mentre gli eroi se ne tornano a casa.
    Non mi cercare, ho pianto troppe partenze
    fingendomi ancora in vita.
    Resto e combatto, ancora.
    Un giorno, non ricordo quale,
    riposero' anch' io tra i girasoli
    finalmente in pace, indifeso
    libero da tutta questa rabbia

  • 15 febbraio alle ore 16:04
    L'ora più buia

    Dimoro il frastuono
    di stanze vuote
    di porte chiuse a chiave.
    Metrica di silenzi
    incisa sulla pelle
    prima ancora di nascere.
    E tutto l'orrore, le violenze
    le paure, la vergogna
    la desolazione
    incontrano le assenze,
    la perdita
    la disfatta, le solitudini
    il dolore.
    Questa e' l'ora piu' buia
    l'ora del tumulto.
    E' il momento di scoprire
    dove muore il giorno.
    Siamo soli
    in guerra
    con i nostri demoni
    per un raggio di sole.
     

  • 06 febbraio alle ore 16:05
    Silenzio

    Già la luce della sera
    mi trafigge.
    Vorrei ritrovare
    quello che ho perso
    vorrei dimenticare
    quello che ho visto.
    Sono vicino, più vicino
    all'orizzonte, felice ora
    di perdermi.
    Chiedo al vento dove andrò a riposare
    se capisce il senso di questi sorrisi
    ma lui piangendo
    mi urla in faccia
    tutto il mio silenzio

  • 02 febbraio alle ore 15:04
    Come il mare

    Come questo mare
    mi strazio
    mi tormento
    mi accanisco
    mi lacero
    mi logoro
    fremo  
    poi
    mi placo.
    E ancora
    infurio
    mi frantumo
    mi dimeno
    mi contorco
    irrompo
    quindi
    mi abbandono.
    Come il mare
    non so darmi pace,
    come questo mare
    non mi lascio stare.
    Mi ignoro
    mi chiamo
    mi violento
    mi infrango
    mi anniento
    e
    urlo
    rimbombo
    calpesto
    fracasso  
    devasto
    rovino
    soverchio
    mi pento
    me ne vado
    mi cerco
    mi vedo
    infine
    mi perdo