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Poesie di Michele Gentile

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  • 15 marzo 2016 alle ore 12:51
    Mare

    Lascia che asciughi
    le tue lacrime
    amato mio mare.
    Farai ritorno tra gli uomini
    dopo avermi mostrato
    come si scoprono nuove isole
    in questo deserto di nuvole.
    Il vento della sera
    ha smesso di chiamare
    in disparte invecchia
    una coltre di sole.
    Giudichino pure questi nostri affanni
    una semplice circostanza
    nessuno si accorgerà di un altro silenzio.
    Le terre temono la verità
    più di mille tempeste;
    confondono  la stanchezza dei remi
    con l’eco di antiche accuse.
    Così termina l’insensato viaggio
    in attesa di un porto sincero,
    così  s’apre  il giusto sentiero
    verso abissi più cari.
    Riposerà la pioggia,
    distratto il faro
    resteremo  insieme
    a guardare le stelle.

  • 02 marzo 2016 alle ore 9:44
    Gerusalemme

    Ho capito che non basta morire.
    Le acque del perdono
    non bagnano la sera.
    Ho viaggiato
    fra reliquie e respiri,
    mi ha vinto la vita. 
    Sono un uomo
    sbagliato
    ingannato.
    Gracili, maldestre ragioni
    oltraggiano il profilo della verità.
    Gerusalemme è a un passo
    dalla mia croce.

  • 26 febbraio 2016 alle ore 11:45
    Pioveva a Roma

    “ Roma è una cosa a parte; si spiega con un tramonto e si capisce con una carezza”.
    Quante volte me l’hai detto… Pioveva  e me lo trovai scritto in fondo all’anima, carne viva di un’incomprensibile mattino.Non dovevi partire! Le botticelle in fila per un turista, il tramonto sulle spalle di un Santo. L'inverno sta tornando si dispera lungo il Tevere. Crolla la sera al respiro della tua assenza, sei lontano mai straniero, come nido violato un sorriso si è perso nel vento.  "Roma non ha pretese. Non le importa del cielo, non teme le offese”. Mi fu detto ma pioveva ancora e ancora voglio vivere la vita come capriccio di bambini. Solo conciamo queste righe sottopelle, solo sogno di ritrovarti presto in piedi su quella strada o in pace su quella panchina da dove si vedeva casa.
     

  • 16 febbraio 2016 alle ore 12:02
    Notte

    Dimmi notte
    chi scorre sulla mia pelle.
    Hai espugnato il firmamento
    e sei caduta senza dire
    una parola.
    Dimmi a cosa pensi
    risalendo il fiume.
    Per salvare la pioggia
    ti apro le mie stanze,
    per ingannare la luna
    ti dono i miei occhi.
    Dimmi notte,
    dimmi in cosa speri,
    se riposi tra rami di stella
    o pensi di cacciare ancora.
    Ci sono giorni possibili,
    solchi da riconoscere;
    i tuoi artigli
    non sono un ripiego.
    Dormi notte,
    dammi torto
    e dimmi
    per chi hai scelto di restare,
    a quale inferno dobbiamo rinunciare.

  • 06 febbraio 2016 alle ore 15:18
    Resilienza

    Prendi pure la mia voce
    gli ornamenti,
    le isole che ho visitato.
    L'ultima parola andrà alla deriva
    in quest'ora di ombre e
    ghiaia.
    Una scheggia di cielo
    in candidi riflessi obliqui
    recide già il silenzio.
    Si fa strada il vento,
    adagiato sulla corteccia del cuore
    ora spicca il volo.
    Tornerà l'indifesa età
    tornerà a chiamarmi
    urlando tutti i disperati giorni
    ma fra le onde, avrò da amarmi
    al di là del torto
    avrò da vivere.

  • 21 gennaio 2016 alle ore 9:30
    Nessuno sa

    Nessuno sa quanto ti amo
    non  il cuore mio
    distratto com'è dall'amore.
    Nessuno sa come ti amo
    nemmeno i miei occhi
    attenti come sempre
    al tuo sguardo.
    Non le parole
    che ti raccontano
    né  le stagioni
    che ti assaporano
    nessuno immagina quanto ti amo
    neppure queste labbra
    a te devote.

  • 08 gennaio 2016 alle ore 20:58
    Bisanzio

    Fra me e gli orizzonti
    battelli d'ambra, alteri
    declinavano inviti.
    Seducenti isole
    fuggivano la solenne impresa,
    coltello di labbra e zenzero
    piantato nella gola.
    Bisanzio restò un gioco
    una reputazione,
    per salvarla
    bastava un mercante d'oro.
    Di pregiata seta si vestì il tramonto
    venerato suddito ogni mio respiro.
    Fu l'ultima volta che
    mi piegai al volere degli dei;
    andai poi per il mondo
    sino a stancarmi i sogni
    riposando infine
    sulle spighe del perdono.
     

  • 04 gennaio 2016 alle ore 7:17
    4 gennaio

    Chiesi aiuto
    la quiete intorno
    suggeriva l'impossibile.
    Il solito crinale
    la solita finestra,
    un uomo già piccolo
    sulle spalle del mattino.
    Del cammino che mi ha lasciato tornare
    apprezzo la cinica, lucida
    esposizione dei fatti.
    Una mia parodia in scena
    appetibile tragedia
    si consumava
    alla luce del sole.
    Immune al domani
    divenni impalpabile,
    necessario.
    Erede al trono
    di una fine negata,
    raccolto di sterili regioni
    sono in pace con le mie catene.

  • 29 ottobre 2015 alle ore 13:14
    La mia vita

    Mi è bastato un nome
    che nessuno voleva,
    mi è bastato inciampare
    in un mattino ubriaco
    o in un lamento del mare.
    E' servito nascere sbagliato
    per scoprirmi in vita,
    affezionato al silenzio
    della mia stessa pelle.
    Ho vissuto malgrado il vento
    che mi cercava tra i rovi
    per farmi appassire
    ed è servito perdermi
    per morire più dolcemente.

  • 19 ottobre 2015 alle ore 20:07
    Nel frattempo esisto

    Nel frattempo esisto
    e disto anni luce
    dalla verità.
    Giro intorno al problema
    senza risolvermi
    ostaggio di un falso io
    che sequestra anche i vostri intenti.
    Istanti di sopravvivenza
    o canto disarticolato,
    in avanzato stato di costernazione
    eleggo il prossimo messia.
    In regia un villano di nome profitto
    nei cassetti il sogno di un altro conflitto.
    Gravitano intorno al problema
    senza risponderne
    retaggio di un falso dio
    che ci ammaestra da fin troppi lustri.
    Precocemente estinto,
    cerebralmente avvinto
    della teoria di Thomas
    ne esercito l’effetto in ogni mio difetto,
    svilendo forme di vita indipendenti
    delegando novelli Vashna
    a fare chiarezza al posto mio.
     

  • 30 settembre 2015 alle ore 20:30
    La Rocca dei poeti

    La Rocca dei poeti
    a due passi dal cuore,
    ove tutto è silenzio
    dove tutto è parola.
    Spesse mura di memoria
    disperati bastioni,
    di un respiro custodi
    invocano pietà,
    implorano promesse.
    Cessano i re
    abdicano i mari.
    La Rocca dei poeti
    immutabile
    sul mio petto
    è preghiera,
    sulle labbra ferite
    è quasi vivere.

  • 29 settembre 2015 alle ore 23:24
    Arcangelo

    Chi brama l'orizzonte
    le anime, il cielo
    fugge il tuo nome.
    Fiero respiro
    del divino comando
    legge di spada.

    Terribilis est locus iste
    ombra di guerra
    Hic domus dei est
    non sarò io a tacere
    et porta coeli
    a spegnere la croce.

    La morte sorride
    soffoca l'indulgente attesa
    e china il capo
    dinanzi al tempo tuo,
    tempo senza stagioni
    senza pietà
    tempo di approdo.

  • 21 settembre 2015 alle ore 9:36
    Attimi

    Il cielo imperlano
    rami di malinconia
    poi il mare.
     

  • 19 agosto 2015 alle ore 22:49
    Le voci del vento

    C'è ancora tanta strada
    per arrivare al fiume,
    una valle di sogni e parole
    su onde argentate.
    Così bella da far invidia alla luna
    così sola sotto questo cielo.
    C'è ancora tanta vita
    per giungere al mare,
    senza timore di perdersi
    fra stelle pagane
    rinchiusa in un fiore
    che sboccia solo nelle tenebre.
    Le voci del vento
    danzano tra le vette,
    intorno al fuoco
    cantano le ombre.
    Sovrana è la notte;
    c'è ancora tanta strada...

  • 02 agosto 2015 alle ore 11:31
    Mylae

    Taccio
    nel tempio degli occhi
    a te votati.
    Scorro nelle vene
    di un vento antico
    e sento
    e posso
    accudire in un brivido
    le ali del mattino.
    Mi coglie l'immensità
    così, planando
    sull'azzurro frinire.
    La possente rupe
    scruta gli orizzonti
    adagio
    sino a perdersi,
    a dissetare
    queste mie radici.
    Ho l'età del sogno;
    nel sole morente
    ripara il mare,
    profondo singulto
    della sperata ora,
    custode arcigno
    di tanto splendore.
    Mia Mylae
    regina,
    ai petali di un tramonto
    affido il tempo
    del bramato ritorno.
     

  • 24 luglio 2015 alle ore 11:38
    Una poesia

    Ti dedico una poesia figlio mio
    il tramonto.
    Ti dedico una casa
    che odora di primavera,
    il mare e mille stelle
    al risveglio del cielo.
    Ti dedico fiori di campo
    un sorriso sempre.
    Ti mostro un sentiero
    per non perdere altro tempo
    ti svelo la notte
    per non temere il giorno.
    Ti dedico una poesia
    prima di andare,
    i giorni, la bruma
    il pesco e le vette.
    Ti auguro sogni, canzoni
    un nome da pensare
    ogni carezza di felicità.

  • 18 giugno 2015 alle ore 9:11
    Frontiere

    Scorci di luce
    inattesi
    imprevisti vagano
    per questo inferno.
    Acque di oblio
    lacrime, grida senza vita.
    Ho sognato un bimbo
    che non piangeva,
    libero di sbagliare.
    Un vago ricordo di dio
    sarà il mio domani.
    Un principio senza senno
    una casa dove annoiarsi,
    il canto dei gabbiani.
    Scorza di luce in attesa...
    gli abissi sono il mio approdo.

  • 19 maggio 2015 alle ore 10:18
    Deserti

    Inaridisce  l’indulgente chimera,
    ciò che mai ebbe pace
    torna a chiamarmi.
    Prego su croste di cielo
    consunte sagome
    di strade interrotte.
    Genero genti,
    creo abissi
    dubito.
    Scorie, detriti
    vaghi confronti;
    deserti senza pudore.
     

  • 24 aprile 2015 alle ore 21:53
    Alda Merini

    Pensando al senso profondo della poesia,
    alla dolcezza
    alla malinconia,
    al dolore e alla felicità di comporre versi,
    provo ad immaginare una porta che si apre
    una casa che mi accoglie
    sorridendo tra l’odore acre di una sigaretta
    e il frusciare di fogli bianchi da riempire
    con la bellezza di un nome.
    Quella porta, quella casa, quel nome
    Alda Merini.
    Immagino una vita vissuta in pieno
    con tutte le tonalità e le sfumature possibili,
    con la consapevolezza di esserci e darsi
    con una finestra spalancata sul bene
    e il sapore di fogli bianchi da incidere con lo stupore di un nome.
    Quella vita, quella consapevolezza, quel nome 
    Alda Merini.
    Nessun titolo di coda, parole senza confini
    fanno rotta verso un mare di poesia.
    Le vele sono rime
    il vento mi spinge a largo
    per trovare il giusto equilibrio
    tra pace e tempesta.
    Getto l’ancora in queste acque 
    mi faccio cullare dalle onde del tramonto,
    vedo isole che mi accarezzano la pelle.
    La notte avanza e il faro dalla scogliera porta in salvo il mio cuore.
    Quelle onde, quelle isole, quel faro… 
    Alda Merini.

     

  • 15 aprile 2015 alle ore 21:24
    Ai re

    Ai re
    che dileggiano la poesia
    con frasi di circostanza,
    ai sovrani
    che sporcano i mari
    pisciando vergogna.
    Agli dei
    che giocano al perdono
    mischiando le carte.
    Ai prìncipi
    che dimenticano le favole.
    Il trono, un tuono
    da trincee scavate
    con le ossa.
    Dentro chiese
    consacrate alla rivolta
    abbiate cura dei vostri nomi,
    si fa strada
    l'eco della verità.
     

  • 13 marzo 2015 alle ore 21:32
    Lupo

    Governa l'inverno.
    Mesta è la sorte
    del viandante
    per cieli d'ambra.
    Orme di ombra
    nel bosco
    pallidi sogni ove
    riposano uomini
    senza memoria.
    Canta la notte
    nel vento, una luna
    spettro d'amore
    sincero richiamo
    alle porte del mare.
    Libera echeggia
    la selvaggia voce
    promessa sposa
    al silenzio
    frastuono di pace
    sulla pelle dei giusti
    sussurra impavida  al cuore...
    " il lupo non muore"

  • 04 marzo 2015 alle ore 11:27
    Onore

    Porto in salvo queste lacrime
    sulla pelle del silenzio.
    Fragile, eterna
    volteggia la luna
    colando su acque raspose.
    Lungo il fiume scorre
    la speranza di altri sguardi,
    nuove maestranze.
    Graffia il mattino
    oramai
    l'urlo delle fronde.
    Vacilla il vento
    palpitano i saccenti;
    è il tempo,
    sono pagine
    dove scolpire
    il rito dell'onore.

  • 12 febbraio 2015 alle ore 14:17

    La prima luna;
    solo il mio respiro.
    L’inverno è un giuramento.

  • 18 gennaio 2015 alle ore 12:44
    La via del Pensiero

    Piove il mattino
    da curvi rami.
    Costeggia fiordi d'ebano
    assolve acque ostili.
    Sboccia su prati di pietra,
    si forgia nella quiete.
    Liturgia, sorda al capestro
    cammino che contempla affilate dottrine.
    Selvaggia verità
    che logora
    condanna
    dilania
    onora...
    salva.
    Giunge il mattino
    dai porti della notte,
    antiche colonne
    che non rovinano.
    Lentamente si svela
    la via del Pensiero.

  • 13 dicembre 2014 alle ore 15:23
    Arcadia

    Severi silenzi
    sonori.
    Intere distese
    di croci
    laconico addio,
    fugaci.
    Care,vetuste ombre
    volgo alla sacra Vetta
    e urlo alle memorie
    un antico idioma.
    Possa questo sguardo
    trovar pace,
    dissetarsi, comprendere
    fiori di mare.
    Distante dal cuore
    il selvaggio cardo
    ebbro di altari
    muore tra le mie dita;
    è ancora giorno.