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Poesie di Michele Gentile

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  • 26 novembre 2014 alle ore 8:29
    Lanterne

    Svellono sonno alla notte. Ingarbugliate, impigliate alla vita chiassose, disturbano infide stelle dottrine di speranza. Misurano il profondo drappo alla ricerca di uniformi destini amari e benedetti nel crepitio di muti sguardi. Già sanno di perdersi in quel disperato volo eppure vanno sorridendo.

  • 24 novembre 2014 alle ore 20:34
    Bruma

    Passi nella bruma
    colgono l'infinito.
    Spaziano lungo
    la docile linea
    degli orizzonti.
    Ho salde radici
    in questo cielo
    che non mi appartiene
    e mi accarezza.
     

  • 17 novembre 2014 alle ore 22:00
    Stagioni

    Evanescenti stagioni
    frutti caduti da un Tempo
    avaro d'arpeggi.
    Caducità del giorno
    nel solenne incontro
    con apolidi mari
    trascina con sè
    diafane radici,
    vorticando appena
    sui porti dell'Assenza.
    E' melodia
    Amico mio.
    A noi la burrasca
    che ora torreggia impavida
    dalle vette del ricordo.
    E'il mestiere della vela
    Amico mio.
    A noi il lamento
    di un vento indecente.
    Saldo il timone,
    impugna il sole che sorge
    lasciati cullare ora
    dal volo di queste carezze.

  • 11 novembre 2014 alle ore 21:57
    Istante

    Evocare la luce,
    accarezzarle i rami
    che fremono
    e ondeggiano
    su nocche livide
    di luna.
    Interrogarmi sui passi del vuoto
    sull'assenza degli dei,
    tradurre la volontà
    dei cercatori d'oro. 
    Fin dove possiamo spingerci?
    Un istante.
    Patire l'umile giaciglio,
    impilare sorrisi
    giorni,
    e consegnarli al vento.
    Richiamare il domani
    asciugargli lacrime
    che cadono
    e dissetano
    acque orfane
    di luna.
    Un istante.

  • 21 ottobre 2014 alle ore 9:34
    Una brava persona

    Di giorno sola sola con la notte, prodiga di sorrisi quando la mediocre ombra si tinge di realtà. Lenta naviga attraverso specchi scarabocchiati sui muri issando uno sguardo di insano orgoglio. Impazzisce di gioia insegnando alla solitudine, brinda a una sorte timidamente in attesa. Curiosa vaga fra i ricordi del giorno che verrà inventando primavere per non cedere alle lusinghe della malinconia.

  • 11 ottobre 2014 alle ore 8:34
    Una carezza

    Per quello che sono
    e mai diventerò,
    troppo attento
    a distrarmi
    quando chiamato
    in causa.
    Saggio
    al punto di perdermi
    se una promessa
    mi mostra la via.
    Lesto
    ad impugnare un tramonto
    per trafiggermi il cuore
    ma
    schiuse,
    mani tese
    perchè una carezza
    sa perfettamente
    cosa
    non bisogna tacere.

  • 27 settembre 2014 alle ore 13:32
    Non basta più il cielo

    Ho poche cose con me
    o spazi senza senso
    da riempire a caso?
    Siamo scesi in strada
    sotto la stessa luna
    augurandoci un formidabile
    ritorno alla solitudine.
    Il calice della sera
    tra le dita,
    un sorriso in meno
    nel frastuono
    di confuse abitudini.
    Precisare giorni,
    parole
    equivoci
    salutare mancanze,
    tutto in nome
    di errori già commessi.
    Non basta più il cielo
    punti di vista,
    una lacrima ha sempre ragione.

  • 15 settembre 2014 alle ore 20:51
    Polvere

    Non più gigli
    fioriti senza perdono.
    Rinnovato dunque
    il sangue nei cipressi
    si alza in volo
    maestosa
    la grande Quiete.
    Odiare
    non vale
    la primavera delle spighe
    odiare 
    non vale
    il riflesso di clessidre.
    Ancora credo
    in un cielo 
    capace di sperare.

  • 09 settembre 2014 alle ore 21:58
    Ho conosciuto un dio

    Ho conosciuto un dio,
    un inverno
    con la mia stessa voce.
    Ho conosciuto un dio,
    gravido di speranza
    condannato ad amarmi.
    Ho pregato quel dio
    vero come il dolore
    giusto come il sogno.
    E'andato lontano,
    ha pianto
    cogliendo dei fiori.
    Ho avuto un dio;
    ha urlato il mio nome,
    gli ho risposto
    col silenzio del tempo.

  • 04 settembre 2014 alle ore 8:52
    Il poeta

    Forse si è perso
    fra le righe
    di un tramonto.
    Nelle promesse
    di una lacrima
    incatenata al mare.
    Ineluttabile azzurro,
    arroccato su poggi
    di abile resa
    le sue ali
    non son più parole.
    Stagioni appassite
    piovono sul giorno
    spoglie
    flettono sguardi
    fendono il vento.
    Il poeta
    curvo
    sulla materna ombra
    dona l'età
    al silenzio delle foglie.
     

  • 02 settembre 2014 alle ore 9:22
    Tra i mandorli

    Sospira il tempo
    senza fede
    giura a chi non prega
    che conoscerà la neve....
    Di mari e morte vissuto,
    scosso dalle verità
    rimpianto.
    Tra i mandorli
    d'onore e onere
    il tenero profumo
    di viva luce
    risorge.
    Ma
    sogna il tempo
    canta isole
    alle raminghe vele,
    mente a chi non crede
    per farsi voler bene.

  • 25 agosto 2014 alle ore 14:56
    La cattedra di Keating

    Amo perdermi nella natura,
    riscoprirne ogni volta
    il significato più profondo
    della sua bellezza.
    Non giudica,
    non condanna
    parla di libertà e amore 
    con parole semplici,
    si accontenta di sguardi fugaci.
    E' la cattedra di Keating
    la mano che orienta le mie scelte.
    Mi commuove il suo abbraccio. 
    La sua voce
    mi convince 
    di avere ancora
    qualcosa in comune
    con questo mondo.
    La sua voce
    è nobile tempesta
    di pace
    sulla mia pelle di viandante.

  • 22 agosto 2014 alle ore 21:30
    All'imbrunire

    Su città lacerate 
    dalla vergogna
    lucide di scortesie
    ci schiantiamo
    in un frenetico calpestio
    di ossa agitate
    incerte
    eccessivamente addomesticate.
    Ci rincorriamo
    scalciamo
    e proviamo
    sino all'imbrunire
    quando, sfiniti
    non sappiamo più
    mentire a noi stessi.
     

  • 21 agosto 2014 alle ore 8:56
    Sotto la pioggia

    Forse solo un sorriso che obbedisce al passato sfiderà queste nubi. È tutto così semplice sotto la pioggia. Cancellate le impronte volato via quel poco di buono, resta una pietra sulla quale rinascere. Hai ragione tu, domani non ci riguarda finalmente soli oggi che anche la rabbia ci ha abbandonato.

  • 16 agosto 2014 alle ore 22:57
    Mamma rabbia

    Erano giorni disperati,
    comprati a poco prezzo
    da un padre che non aveva null'altro da offrire.
    La rabbia mi ha salvato
    non mi ha reso migliore,
    mi ha semplicemente salvato
    e oggi, a chi si arrende
    a chi crede ancora alla morte
    e se la fa amica
    quando non ha più niente da scrivere
    nessun ballo da fare,
    auguro quella stessa,
    preziosa, 
    fedele,
    mamma rabbia.

  • 28 luglio 2014 alle ore 8:36
    Senza poesia

    Silenzi interrotti dalla pioggia. Logore bisacce a perdere stille d'azzurro. Creta di mari smunti plasmati per ammassare solitudini. Voglia il tempo con le sue ragioni richiamarci all'amore quando soli avanziamo nel buio senza più paura senza più morire stanchi viandanti per un infinito d'argilla e loto.

  • 16 luglio 2014 alle ore 10:57
    Come la nebbia

    Ci racconteranno come si raccontano inverni di piene e di risvegli, di carezze in riva al fuoco. Torneranno ad amarci come si ama quel sole che non si mostra. Quando come la nebbia, sulle sponde del giorno ci poseremo e ci abbandoneremo alla pietra in tumulto, accarezzeranno la chioma di parole mai nate. Ogni istante sarà già istinto di memoria, sulle spente labbra di un tempo che non perdona.

  • 04 luglio 2014 alle ore 8:48
    Dove ci incontrammo

    Stamane germogliano ricordi. Pasteggiano le ore rimasugli di indifferenza. Dove ci conobbero stanotte va a peccare il rimpianto complice di mille solitudini. Vale ancora la pena dare retta al cielo, vederlo correre nelle stanze più buie laggiù fra le strade del silenzio laggiù... dove ci perdemmo.

  • 29 maggio 2014 alle ore 20:30
    Solo ora

    Solo ora mi accorgo
    di quanto effimere siano
    le rotte del tempo.
    Trascinano a riva
    frammenti di età
    come fossero stelle marine,
    sterpaglia.
    Solo ora,
    ora che i rami son spogli,
    riesco a sorridere 
    dei miei autunni.
    Tu, 
    Padre
    non sai di me...
    ogni gesto di gratitudine
    è perso, naufragato
    nel pianto delle nuvole
    che,lettere di un quaderno ingiallito,
    ti raccontano alla rassegnazione.

  • 03 maggio 2014 alle ore 13:47
    Esilio

    Distante dalle tue labbra
    in balia di orme confuse.
    Non conosco altra dimora
    che non sia un tuo abbraccio.
    Carezze destinate a sfiorire,
    delicati petali
    guidano fragili sguardi
    verso la più vigliacca delle rese.
    Tanta meraviglia intorno!
    Sento il cielo che non sono
    stringo la pace che non ho.
    Sprecati
    come poesia
    in pasto al silenzio,
    assonanze di rimpianto.
    Oramai, 
    solo la solitudine
    viene a farci compagnia.

  • 15 aprile 2014 alle ore 8:40
    Desideri

    Quando scongiuro il tuo respiro
    quando imploro le tue mani
    come esule,
    penosamente
    anela al ritorno
    tu non ti nascondere.

    Quando ti chiedo un tenero sguardo
    quando confido nel tuo abbraccio
    per sopire i miei tormenti
    non distrarti.

    Continua a cercarmi
    quando l'inverno 
    appesantisce i passi,

    continua a chiamarmi
    quando il silenzio
    annichilisce i venti

    e quando, infine
    deciderai di perdermi
    tu, 
    almeno
    dedicami un'attesa,
    l'incanto dell'ultima vista al faro
    prima del mare aperto.

  • 24 marzo 2014 alle ore 13:24
    Frida

    Un soffio
    il tuo tempo.
    Alba del dolore
    che ti ebbe in dono,
    trafitta
    uccisa
    nel grembo,
    nel cuore.
    E ingiusto non fu
    solo Settembre,
    stagione di sangue sprecato
    ma l'amore persino
    tuo amato
    dipinto allo specchio
    come primavera fagocitata
    dai colori del peccato.
    Ti narra una storia,
    formidabile notte
    evviva la vita, Frida
    evviva la morte.

  • 24 marzo 2014 alle ore 13:22
    Nei miei occhi

    Il profumo dei pini
    dopo il temporale,
    il cielo acceso
    che s'affretta 
    lungo gli orizzonti.
    La fragranza dei fuochi,
    l'odore dei campi
    sorpresi dalla bruma.
    La saggezza del mare
    nel giudicare gli amori,
    il canto del mattino
    la timidezza dei fiori.
    Questo nei miei occhi,
    nelle carezze
    di cui ho bisogno.

  • 13 marzo 2014 alle ore 9:29
    Parlami

    Prima che anche gli occhi
    diventino muti.
    Senza riguardo,
    a fatica
    dai deserti del cuore.
    Se le mani tremano
    raccogliendo una poesia
    che appassisce
    tra le spine del perdono,
    tu chiamami
    prima che il mattino
    si volga altrove.

  • 11 marzo 2014 alle ore 20:20
    Atena

    Perdente di lungo corso,
    omaggio all'indecenza
    un'ombra che mendica
    manciate di sole.
    Piove ruggine
    sul tuo pugnale,
    da queste parti oramai
    non muore più nessuno.
    Il rancore spalanca gli occhi
    ed io neppure me ne accorgo.
    Conto di rinascere
    tra qualche secolo,
    schiavo della stessa fede,
    armato fino ai denti.
    Sui nostri altari
    solo il sangue
    di un lento dimenticarci.