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Poesie di Michele Gentile

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  • 07 marzo 2014 alle ore 14:54
    Un giorno

    Accoglierai, un giorno
    la saggezza delle Vette,
    capirai i quesiti degli Oceani
    la dolcezza delle Tempeste.
    Rispetterai il Vento
    e ogni sudicio fiore,
    manterrai i segreti
    di ogni Fiume.
    Non sarai più in grado
    di sfamare la Rabbia
    dissetare Vendetta,
    aiuterai il Cielo a navigare
    gli errori a naufragare...
    lo vorrai un giorno e
    quel giorno
    ti chiamerò Uomo!

  • 07 marzo 2014 alle ore 9:54
    Ostia

    Dolce promessa
    non mantenuta.
    Riposi
    fra le braccia del mare
    mentre a gran voce
    il ricatto del fato
    reclama i tuoi seni.
    Nuda
    come preghiera
    recitata in segreto
    da mani senza onore.
    Dipinto di resina
    e orchidee,
    sabbia
    e frumento,
    severe Torri
    a guardia
    di un tesoro
    sepolto dall'infamia.
    S'erge la Rocca sul grano
    vanto di secoli
    che danzano su rovine pazienti.
    Dolce menzogna
    sulle tue labbra
    mi perdo
    quando al tramonto
    attracca la sera
    e una carezza di pace
    torna a salvarmi.

  • 07 marzo 2014 alle ore 9:47
    L'eco del silenzio

    Il tramonto incendia la forra
    scioglie la valle di pietra.
    Si desta la sera
    le spose governano i fuochi.
    Vende cara la pelle
    questo mio dolore,
    legittimando il tuo nome
    cala il sipario
    sulle fredde labbra.
    Riposo sulle rive del cuore
    mentre tu
    t'innamori di un peccato.
    Non scavi più tra i ruderi
    dei nostri sguardi.
    Nulla resta di quell'ardore,
    niente s'è salvato.
    Notte
    che asciughi il mio pianto
    notte
    senza tempo,
    insieme a me
    perditi,
    almeno tu
    dimentica.

  • 05 marzo 2014 alle ore 9:00
    Solitudine

    Cosa me ne faccio di quest'alba
    se abbiamo smesso di sorprenderci,
    cosa mi rimane di quest'universo
    se non ci sono più regni da conquistare.
    Delusi da tutto ciò
    che chiamavamo amore
    splende il confine ultimo
    di un silenzio afflitto,
    infilzato nelle tempie
    come il dolore più tenero...
    le foglie vanno a morire dove vuole il vento.

  • 05 marzo 2014 alle ore 8:55
    Malgrado noi

    Malgrado noi
    l'amore sarà sempre amore
    e altri cercheranno le parole giuste.
    Malgrado noi
    le stelle saranno sempre là
    ad aspettarci.
    D'immortale c'è solo il rimpianto
    malgrado noi.

  • 03 marzo 2014 alle ore 19:10
    Pensiero

    Qui ricordo te
    fra le cose più semplici.
    Nelle carezze che la sera
    dedica alla fatica,
    nelle parole che il vento
    insegna al mare.
    Qui mi vieni in mente
    distante da gioie indiscrete,
    riflesso d'ombre
    che spaventa il mattino,
    ferita inferta
    per lacrimare in eterno.
    Qui torni a trovarmi
    tra le cose più belle
    quei giorni
    dove non sono più.

  • 03 marzo 2014 alle ore 19:05
    Se piango per te

    Ho preferito ali d'Icaro
    ai passi del grano
    imparando la danza degli inverni
    solo per abbandonare gli dei.
    Così
    se piango per te
    è colpa della luna
    della sua tristezza.
    Vuole scrivermi
    lettere discrete
    da nascondere
    allo sguardo dei sapienti.
    E' colpa del vento
    che riesce a trovarmi
    quando smarrisco
    la strada di casa
    per soddisfare
    i piaceri della ragione.
    Se piango per te,
    Madre mia,
    è per questi mari
    che riposano
    soli
    nei versi dei poeti
    illudendosi
    d'esser ancora vivi.

  • 01 marzo 2014 alle ore 12:17
    Sto

    In questa inerzia
    che asciuga
    il martirio delle ore 
    inerme,
    dall'urna del tempo
    lavo via 
    del fato
    le preziose ceneri.
    A volte il giorno muore
    senza fare testamento.

  • 01 marzo 2014 alle ore 8:24
    Chiedilo al cielo

    Ciò che siamo
    vive
    senza porre quesiti.
    Verrebbe a salvarci
    se precipitasse
    d'improvviso.
    Chiedilo al cielo
    se c'è una strada per noi,
    dove  conduce
    se attraversa solitudini,
    chiedilo in fretta
    perché a me
    basta saperti.
     

  • 27 febbraio 2014 alle ore 11:09
    Quello che resta del giorno.

    Lo incontri, per caso
    distratto
    a parlare sommessamente di noi.
    Lo vedi eclissarsi
    goffamente
    nel via vai di una promessa,
    ferito dal bisogno
    di mentire
    perché nessuno
    gli racconta la verità.
    Quello che resta del giorno
    lo trovi ad un angolo di strada;
    con indosso ancora
    il vestito della festa,
    elemosina scampoli d'incanto
    implorando la notte
    di non lasciarlo al buio.