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Poesie di Michele Prenna

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  • 15 luglio 2013 alle ore 8:05
    Cambiare

    Cambiare per restare uguali meccanismo vitale nutrito di nascite e morti cellule dipartite per nuove adattate agli anni varianti e analogamente il sentire per ciò di cui t'innamori per quello che odi all'istante nel giorno percorso identici stessa anima al di là delle forme.

  • 14 luglio 2013 alle ore 10:26
    Alle venti

    Là a occidente in fondo oltre le case neri profili dalle spie gialle il rosso nel blu della notte trasmuta. La Luna acquista splendore nell'ultimo quarto che la rende snella. Da tempo smesse le arie da dea sta accosto all'antenna per non perdersi niente del telegiornale.

  • 13 luglio 2013 alle ore 13:29
    Bianco e nero

    Bianco e nero dei tasti delle note sul foglio per tante composizioni da sogno sullo spartito. Nel silenzio impone il pianoforte austero rispetto a chi lo vede timoroso del tocco. E' fascino della bellezza che disprezza i mediocri brillando dolce all'artista nello splendore dei suoni. E nascono nuovi mondi con figure di musica concerti, sonate, notturni languori al chiaro di luna.

  • 12 luglio 2013 alle ore 18:40
    Brilla ed esulta

    Vi sono giorni belli davvero per Primavera che brilla ed esulta con luminoso volto per campi e vie con dolcezza e subito le Silvie ritornano coi versi lieti per il Poeta. Gli anni ad apprezzare giovano le rime incise a canto in memoria con l'allegria annegata nel lutto di un pessimismo sulla Natura a un corpo storpio causa di pianto che pure giovane amò e tanto.

  • 10 luglio 2013 alle ore 12:43
    Biglietto da visita

    Inconfondibile lo stile del ventennio
    nel palazzo delle poste di varese
    colonne di mattoni e statue in bronzo
    massicce e colossali a impressionare
    l'italia destinata a riprendere l'impero.

    Sappiamo tutti come andò a finire
    ma a ricordarcelo aiuta il palazzo
    opera monumentale indubbiamente
    per l'occhio forestiero giù dal treno
    alla stazione nord proprio di fronte.

  • 10 luglio 2013 alle ore 10:37
    Ponte vecchio

    Ponte
    vecchio ponte d'Arno
    tu che tante n'hai viste
    delle belle dammi conto
    perché sono triste.

    Verrò con la luna d'argento
    a sentirti parlare
    mormorando quieto
    perché riprenda ad amare.

  • 09 luglio 2013 alle ore 8:14
    Dal bus

    Le vie lustre di pozze
    di sporche e fitte gocce
    fanno da specchio nero
    alle frenate rosse
    che provocano rapide
    nel taglio delle strade
    ombre improvvise
    dal buio della notte
    presto inghiottite.

  • 08 luglio 2013 alle ore 11:57
    Calamità

    Superbo delle conquiste della scienza
    quest'uomo ammalato d'egoismo
    illuso di poter far tutto e il contrario
    è impotente contro la forza terrestre
    di cui non prevede le eruzioni
    di cui subisce i cataclismi.

    Conosce l'uomo le zone a rischio
    ma non le tratta con rispetto
    fidando nella buona stella
    per poi imprecare alla calamità
    mentre dovrebbe riflettere
    sul suo essere imprevidente.

    Capirà questa creatura mortale
    che così accelera la sua fine?

  • 07 luglio 2013 alle ore 9:25
    Becca

    Becca a ritmo da sveglia sul comodino.
    Hai presente il tic tac dei secondi?

    La pollastra indifferente al tempo
    ingurgita mai sazia dei semi.

    L'occhio vivace brilla allo sguardo.

    Le zampe sorreggono forme possenti.

    Quando le altre arriveranno
    proveranno a cercare dei vermi.

    Ma se avrà fame il gallo
    chi scanserà beccate e strilli?

  • 06 luglio 2013 alle ore 20:12
    Come le stelle

    Mòvesi il mondo
    sì che mai son fermo
    e nulla posso
    a contrastarne il moto
    così è del cuore
    in seno palpitante
    che mai fa soste
    perché fermo muore.

  • 06 luglio 2013 alle ore 10:39
    Attesa

    La punta di fiamma
    fonde lo stagno,
    sigilla il forellino
    della catinella.

    Nel sacchetto trasparente
    osserva inquieto il pesce.

    Presto a finire la casa
    giunge l'acqua mancante.

    Allora guizza festante
    il rosso pesciolino.

    Sogna più ampi bacili
    e mangime abbondante.

    Soprattutto aspetta,
    al luna park lasciata,
    la pesciolina amata.

  • 05 luglio 2013 alle ore 17:35
    Lo specchio parlante

    Sono rimasto uguale
    lustro sotto la polvere d'anni
    a rifletterti indifferente
    mentre piano mutavi.

    Eccoti meno frequente
    venire ad incontrarmi
    con erosa la pelle
    scavata andando avanti.

    Lo so. A che serve parlarne?
    Lo so. Ci logora il tempo
    ed il suo agire dispiace.

    Meglio che taci, tu, specchio!
    Avrai forse rare mie visite
    ma sai che altre verranno.

  • 05 luglio 2013 alle ore 13:49
    Estati

    Ci lascerà l'estate dello scontento
    anche le tristezze hanno fine
    e porterà l'autunno i colori
    negati ai mesi del caldo.

    Ci rimarrà un malessere vago
    d'una stagione un dì cara
    sfuggita alle nostre attese
    così come a un cuore che ama.

    E' un saliscendi la vita
    con l'onda che a volte cavalchi
    attento che non t'affoghi.

    E sono diverse le estati
    belle se dentro si palpita
    di gelida afa se in noia.

  • 26 giugno 2013 alle ore 13:36
    Sera vista mare

    Crepuscolo
    col cielo che sbiadisce sul mare
    ed è più scuro a monte.

    Già riposano le cicale
    come gli ombrelloni e la sabbia
    pettinata per la notte.

    Dai campeggi e dalle seconde case
    di cena giungono chiacchiere smorzate.

    Il primo buio
    affollerà la passeggiata
    a mare con le palme.

    La luna e le stelle fuggendo le luci artificiali
    andranno all'isola vicina
    a far sognare i gabbiani.

  • 26 giugno 2013 alle ore 13:32
    Per una goccia

    Per una goccia di profumo
    quanto sacrificio di fiori!

    Ma quale bellezza rinuncia?

    Così le giovani rose
    intatte da amore di api
    si colgono per il piacere
    di acquirenti remoti
    dal ramo acerbe staccate.

    Non pensa a questo di certo
    chi abbocca alla goccia per baci.

  • 23 giugno 2013 alle ore 20:04
    Che fare?

    Scrivere poesie
    il foglio davanti
    come al pittore la tela
    le parole prese a colori
    vestite di musica
    e in cornici di fiori
    serene
    com'è impossibile a vita.

  • 23 giugno 2013 alle ore 11:04
    Gattina

    Batti alla finestra, gattina
    piccoli colpi per entrare
    balzando sul tavolo in cucina.

    Alla finestra picchi di mattina
    insieme ai raggi sul vetro
    saltando dalla magnolia.

    Lasci la finestra per l'uscio
    quando la pioggia scende
    stai là accosto al riparo.

    Sempre mi strappi un sorriso
    micia dall'aria così intelligente
    e mai resisto al tocco insistente

  • 21 giugno 2013 alle ore 21:47
    Generazioni

    Ho sentito mormorare il torrente
    il saluto al ghiaccio disciolto
    che l'aveva generato sul monte
    poi prendere voce possente
    nel fiume sempre più grosso
    con ponti da attraversare
    navigato da battelli e chiatte
    fino alla foce col porto
    per conversare col mare
    scherzando le onde alte.

    La voce da piccoli è esile
    incerta di trovare ascolto
    da grandi a volte è tuono
    finché con altre si fonde
    a fare rumore di fondo
    del vastissimo mondo.

    Quando una si spegne
    la viva corrente lasciando
    altra ne viene in cambio
    e mai si secca il torrente.

  • 21 giugno 2013 alle ore 9:19
    Angustie

    Sentire la responsabilità per i nati di oggi:
    sono così pochi con genitori preoccupati.

    Come trasmettere speranza
    se siamo in grave ristrettezza?

    Più ci guardiamo intorno
    meno di luce troviamo
    né ci affidiamo alle preghiere
    perché delusi dal credere
    se mai abbiamo avuto una fede.

    E' lo stato dei tempi presenti
    di un progresso di lustrini
    che mascherano troppe miserie.

  • 20 giugno 2013 alle ore 13:08
    Aria di vento

    E' aria di vento
    rincorrersi d'onde
    frantumate agli scogli
    con spruzzi
    a bagnare l'azzurro
    navigato dall'isola all'orizzonte
    a gara con treni di nuvoli
    e la penna fatica
    a tener dietro al dettato degli occhi
    per fissare scritti in parole
    volatili gli istanti.

  • 19 giugno 2013 alle ore 12:22
    Mezzogiorno

    Aria ferma d'afoso mezzogiorno
    nell'umido sta l'anima sospesa
    attende un refolo di vento
    che smuova la calura.

    Si scioglie in via l'asfalto
    l'ortensia trascolora
    ronza piano un aereo
    sulla quieta dimora.

    Al mare è ora per il tuffo
    la pelle con la crema
    che piano prende il bronzo.

    Se no provi a sognarlo
    un posto di frescura
    esorcizzando il caldo.

  • 19 giugno 2013 alle ore 10:45
    Alla sagra

    Si va indietro nei secoli per le sagre
    legate alla devozione popolare
    come quella di sant'antonio a gennaio
    bello per barba bianca e per porcello.

    E' ricorrenza sentita dalla gente
    non divisa da età, cultura o condizione
    pronta ad acquistare la candela
    da accendere compagna alla preghiera.

    Intorno alla chiesetta vivaci bancarelle
    voci e profumi di vino e salamelle
    le più vicine con la gran catasta
    che a notte d'alto fuoco brillerà.

    E' mondo vero legato a madre terra
    ai cicli agricoli di dovuta memoria
    con le radici all'oggi nella piazza
    che avverte inconsapevole la folla.

  • 18 giugno 2013 alle ore 12:02
    Similitudine

    Nasci voluttuosa
    dallo schermo digitale
    rosa profumata
    qual Venere dal mare.

    Come divina donna
    comandi al cuor d'amare
    e cessa di soffrire
    la noia cupa nell'anima
    presa dal tuo sbocciare.

  • 18 giugno 2013 alle ore 7:34
    Alla foce

    Alla foce distese le acque
    mormorìo quieto alle onde
    nel mattino al terso chiarore.

    Sono scese irruente dal monte
    allargandosi insieme alla valle
    dai nevai agli olivi sul mare.

    Così il muovere viene dal nascere
    impetuoso nel primo crescere
    di progresso lento al finire.

    Siamo fiumi viventi creature
    avviate all'oceano di luce
    a incontrarvi le anime altre.

  • 17 giugno 2013 alle ore 14:10
    Alla montagna

    Alla montagna quando l'afa incombe
    salgo al mio corpo ricercando il fresco.

    Reco con me i fogli per le rime
    se mai m'accada che mi venga il canto
    come in Parnaso fanno belle Muse.

    E debbo dire che mai me ne pento
    avvenga pur repente un temporale.

    Prima il silenzio rotto da un gran tuono
    il ticchettare infine delle gocce
    sui selci e sulle frasche e sul mio capo.

    Alla bisogna sempre c'è un riparo
    dove la furia in cielo contemplare.

    Mentre respira profumato il bosco
    e dissetate nuovo verde han l'erbe
    per la matita s'impressiona il foglio.