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Autore

Michele Prenna

in archivio dal 10 apr 2011

19 ottobre 1946, Venegono (Varese) - Italia

mi descrivo così:
Estroverso e comunicativo sono da sempre onnivoro lettore con grosse curiosità intellettuali. Sposato con due figli grandi, terminata la carriera d'insegnante di lettere, ho scoperto la scrittura poetica e la fotografia: hobbies che sinergicamente abbino.

25 novembre 2012 alle ore 20:39

Cara Penelope

Intro: Cosa avrebbe scritto Ulisse a Penelope, se solo avesse potuto? Sulla scorta delle informazioni dei poemi omerici ho provato a immaginarlo, ma credo che non l'avrebbe mai fatto. Era troppo furbo...

Il racconto

Se mai l'uccello delle tempeste arriverà a te, sposa mia d'Itaca, sappi che mai ho smesso di pensarti insieme al figlio diletto e che presto, Athena me l'ha detto, tornerò alla patria riva sassosa ove fedele attendi. "Sono passati venti anni, rimproveri giustamente, perché tanto tempo?". Mi pare di sentirti, dolce voce amata venata di pianto. Dieci ne occorsero giri del Sole per vincere Ilio superba che tanti portò all'Ade ed io credevo che poco mancasse alla nave con vento a favore perché ti potessi abbracciare. Invano, me misero! Peccai contro Posidone accecandogli Polifemo ciclope sicché il mare nemico più volte mi sospinse lontano a perigliose avventure. Fui irretito da Calipso divina, in prigione dorata sette anni. Non sai qual fatica staccarmi! Bastava? Ma no...provò Circe, la maga, a incantarmi e a scamparne soccorse a me Ermes. Finalmente naufrago, quando già mi sentivo perduto, m'aiutò fanciulla mortale che la Dea ispirò favorevole.
Ora dalla nave in rotta per Itaca il messaggio annunciante l'arrivo mando a te confidando nel volo del gabbiano primo che avvistai segnalante la terra.
Sorridi allo sposo diletto!
Il tuo Ulisse

ps Per fortuna questo scritto mai giunse a destinazione... 

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