username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Michele Prenna

in archivio dal 10 apr 2011

19 ottobre 1946, Venegono (Varese) - Italia

mi descrivo così:
Estroverso e comunicativo sono da sempre onnivoro lettore con grosse curiosità intellettuali. Sposato con due figli grandi, terminata la carriera d'insegnante di lettere, ho scoperto la scrittura poetica e la fotografia: hobbies che sinergicamente abbino.

01 novembre 2013 alle ore 17:44

Meglio cane

Intro: Immaginiamo un levriero sognare di trasformarsi in uomo (c'è un burattino, Pinocchio, che l'ha già fatto). Sicuri che, in certi casi, sarebbe felice? 

Il racconto

Una giornata come tante per Corso, il levriero di villa Bel Colle: le coccole della signora, la passeggiata per lo shopping mattutino, il pranzo dietetico seguito dal riposino, l'oretta libero di scorazzare nel parco, la carezza e il boccone del padrone rientrato dagli affari. Una vita dorata la sua controllata dal veterinario e con l'addestratore-allenatore per le competizioni di sport e bellezza in cui primeggiare. Piatti, coppe, targhe e diplomi in giro per la casa attestavano la sua eccellenza. E aveva tanti figli, futuri campioni, dalle spose volta a volta coperte. Eppure non si sentiva contento...Da qualche tempo, fosse stata la noia o forse l'osservazione del bel mondo dei signori, nello sguardo era entrata un'ombra cupa e sempre più spesso faticava a prendere sonno. Non gli piaceva più quel suo corpo canino, invidiava le forme dell'uomo! Così sognò....Si chiamava Mario, sposato con tre figli piccoli e una moglie assillante, pendolare per lavoro. Si svegliava alle sei e dopo un'ora di treno era in banca allo sportello a affrontare i clienti. Nelle pause un panino, lo spuntino coi colleghi, poi di nuovo scartoffie e l'uscita al tramonto, altra ora di viaggio e la cena alle 20. Niente bestie per casa, i bimbetti a strillare e la madre col muso a dir scarsi i guadagni. Era ormai come un incubo e tremava il levriero, abbaiò spaventato, si svegliò per davvero. "Meglio cane, che uomo!" e poi visse sereno.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento