username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Poesie di Michele Sarti Magi

Visita la scheda completa e tutti gli altri testi di Michele Sarti Magi

  • 25 marzo 2009
    La sera

    La sera;
    un universo blu avvolge la terra.
    La sera;
    i piccoli orsi dormono.
    Un’aquila vola alta nel cielo
    e lascia cadere le sue piume bianche
    come cenno di amore,
    amore per lei, la mia mamma,
    che ne merita molto.

  • 25 marzo 2009
    Sono tanti..

    Sono tanti gli uccelli che volano tra cielo e mare.
    Sono tanti gli alberi; quei maestosi giganti della natura.
    Sono tanti i bambini,
    ma non sono così tanti quanto l’amore che ho per voi:
    mamma e babbo.

  • 25 marzo 2009
    Tutti uguali

    Siamo tutti uguali,
    abbiamo tutti un cuore
    e siamo vittime a volte
    dell’amore.
    Siamo esseri viventi,
    siamo tutti uguali,
    come tutte le stelle che hanno
    un loro diritto:
    illuminare il cuore
    a chi si sente una stella più grande.

  • 25 marzo 2009
    Una rosa...

    Una rosa, una mimosa e un fiordaliso.
    Un bambino che corre e fa un sorriso.
    Fili di grano che toccano il cielo
    e una formica infreddolita dal gelo.
    Il sole mosso dall’amore che ho per te,
    il cielo sorretto dall’amore di te;
    niente però è meglio di te,
    mamma.

  • 06 febbraio 2009
    Il cuore

    Una piccola ‘bagatella’, sempre sui toni gioiosi della luce.
    E l’immancabile accenno all’amore per i genitori.

     

    Le stelle, il cielo e il sole
    danno tanto amore che un fiordaliso bussa al tuo cuore.
    La luna in cielo splende
    e il ruscello piano piano se ne va
    in una strada di pesci e ranocchi.
    Un ponte di legno attraversa il mio cuore
    e sopra ci passano due persone:
    Babbo Massimo e Mamma Cristina.


    Vostro figlio Michele Sarti Magi, anni 10.

  • 06 febbraio 2009
    E' Natale!

    Arriviamo al Natale 2008. Michele ha 11 anni e mezzo. E' felice, perché a Michele piacciono tutte le feste; a Michele piace quando si sta tutti insieme e si gode dei piaceri della vita; quando tutti ci amiamo e siamo uniti. Ma, sempre, Michele rivolge un pensiero d’amore in più alla sua mamma. Madre e figlio vivono un legame che è più forte della vita stessa, Michele lo sente. Questo legame è talmente forte e potente che riesce anche a stravolgere l’andamento naturale delle cose.


    E’ Natale!
    E’ Natale!
    Siamo tutti insieme felici.
    Un piccolo fiocco di neve si appoggia dolcemente sulla finestra,
    ci dice ‘Ciao!’, noi rispondiamo e…
    poi svanisce nel buio della notte di Natale.
    Dopo, un piccolo uccello vola felice,
    le sue ali brillano e noi vediamo solo una freccia di luce
    che indica una bellissima stella cometa.
    poi un soffio di vento va accanto alla mia mamma,
    e le dice: “Vai da Michele!”
    Appena lei si alza si trasforma tutto.
    La notte diventa giorno,
    le piogge diventano i raggi del sole
    e il cuore di tutti noi, fa festa,
    fa Natale.
    Stringiamoci tutti e auguriamoci Buon Natale.


    Dedicato alla mia dolce mamma, con amore ed affetto.
    Da Miki, tuo figlio.

  • 06 febbraio 2009
    I miei genitori

    Sempre un canto d’amore che Michele rivolge ai suoi genitori: un canto fatto con un collage di pezzi di natura. La sua consapevolezza di venire da un’altra parte del modo. Il suo modo per esprimere la totale mancanza di interesse per altro che non siano i suoi genitori: Massimo e Cristina. Natura e amore inesplicabilmente congiunti nell’esprimere ogni pensiero.


    Il sole non dà calore come loro.
    Le rose non sono così rosse come il loro amore.
    I fiori rosa non sono così teneri come i loro baci.
    Da allora che sono nato e già prima, gli ho voluto bene
    fino all’infinito.
    Lo vedevo nel sorriso di mia madre,
    negli occhi di mio padre.
    Mi fermo. Ho capito, sono loro!
    Subito il cuore mi si è legato a loro
    e da allora non ci siamo più divisi.
    Vi voglio bene più della mia vita.

  • 06 febbraio 2009
    La primavera

    Di nuovo la natura eterna, inscindibile dall’amore, inscindibile dalla vita. Natura, magia, colori, vita. Michele ha dentro di sé la solarità del suo Popolo, e tanto, infinito amore. Già sentimenti di sdegno si accennano nella mente acerba del piccolo poeta, che sente quanto gli altri poco condividano le sue gioie nel guardare il sole, nel sentire il profumo di un fiore…


    Primavera, una piccola parola che ha il potere di cambiare la natura.
    I fiori secchi tornano a colorare il mondo.
    Le piccole stelle, ormai tristi, torneranno
    ad illuminare il cielo
    e le potenti nubi nere se ne andranno nelle loro dimore.
    Gli uccelli canteranno di nuovo per noi,
    noi che siamo grandi, ma ignoranti,
    perché non sappiamo cos’è la natura.

  • 06 febbraio 2009
    A Gioia con amore

    Michele diventa più grande, il suo mondo si espande e comincia a comprendere anche altri amori, altre sensazioni, che sono sempre forti e piene di ardore, come l’amore non corrisposto per una compagna di classe.
    L’amore nella pre-adolescenza è violento e genera fortissima sofferenza, anche se, poi, tale sofferenza è di breve durata e, spesso, per fortuna, si passa ad un altro amore!
    E comunque l’amore per ‘l’esterno’, per ‘l’altro’, è ancora diversificato e non compattato in un unico sentimento, che comprenda ogni situazione. Si tiene sempre separato il ‘fuori’, perché l’amore primevo è quello per elezione, ancora il più importante: quello filiale.


    Ho un altro piccolo cuore nel mio corpo.
    Dentro c’è una ragazza, la più bella, la più dolce del mondo.
    E’ Gioia.
    Io ti vedo, ti sento, ma tu dici ‘No!’
    Io non capisco perché mi dici di no.
    Non c’è stella più bella di te.
    Quando ti guardo la tua immagine viene
    impressa nel mio piccolo cuore.
    Ma di una cosa sono certo:
    Io ti amo, forse tu no, ma rimarrai sempre nel mio cuore.
    Con affetto, Michele.

  • 06 febbraio 2009
    Tra il ciel celeste e rosa

    Michele incontra la natura.
    I temi preferiti da Michele, infatti sgorgano sempre dalla natura, dalle ‘cose belle', come dice lui, che abbiamo intorno…


    25/2/07


    Tra il ciel celeste e rosa un uccellino si posa
    sul prato colorato.
    Dopo un po’ si sposta e si ferma sotto un albero, ormai vecchio.
    Una rossa cerca di sfiorare il suo corpo soffice e liscio,
    ma lui, senza farsi toccare, vola verso il tramonto della sera.

  • 06 febbraio 2009
    A mia mamma Cristina

    Un amore particolare lega Michele a sua madre e viceversa, ovviamente.
    Non importa che essi se lo dicano, o ne parlino: questo amore è la vita che li ha creati in un unico essere.
    Anche Michele lo ha sempre avvertito, questo legame infinito, eterno, indissolubile, da sempre esistente, e per sempre esistente…


    Appena sono nato non avevo né occhi, né orecchie, né dita…
    Nulla: vuoto.
    Ma la mia anima accese una scintilla e da lì una fiamma
    che vide tutto ciò che un uomo può vedere e sentire:
    l’immenso amore e il richiamo della mia mamma.
    Dopo molto tempo iniziai a dire ‘MAMMA!!’
    Autunno, pieno autunno; è una parola magica: ‘mamma’.
    Le rose appassite diventano rosse come la fiamma: ‘mamma’.
    Gli alberi pieni di neve tornano a dire: ‘Aria, aria!’: mamma.
    Tutte le stelle brillano nel cielo, mamma.


    E mi bastò solo uno sguardo per far diventare le stelle
    un cuore per la mia mamma.

  • 06 febbraio 2009
    Che bello!, esclamo

    Senza data, ma sempre per i genitori.
    E sempre i toni di una natura pingue e piena di magia esplodono da ogni riga.
    La solarità delle scelte linguistiche e delle immagini sono immancabilmente un inno alla vita.
    La magia è un’ altra caratteristica costante della fiorente mente di questo piccolo poeta.


    “Che bello!” esclamo.
    Un campo infinito si estende ai miei piedi.
    Tante farfalle dorate mi volano intorno
    ed ad un certo punto mi fanno un cenno.
    Io non capisco! Sono immerso nel vuoto.
    Poi in lontananza vedo una ninfa dal vestito argentato
    viene e mi fa lo stesso cenno.
    Io mi giro e vedo due cose.
    All’inizio due fiordalisi poi due papaveri e dopo…
    Due persone speciali!
    MAMMA CRISTINA E BABBO MASSIMO.
    Mi guardano.
    Io capisco sono loro, sono loro.
    SONO I MIEI GENITORI!

     

    Questa poesia ha vinto il primo premio di un concorso di poesie del 04/02/2009.

  • 06 febbraio 2009
    Mamma e babbo

    Michele Sarti Magi, nato nel 1997. Un piccolo poeta.
    Ho conosciuto mio figlio, che aveva 18 ore!!!
    Io e suo padre siamo andati a prenderlo in Brasile, Acre: Rio Branco.
    I ‘Fratelli’ di Michele sono gli Indios della Foresta Amazzonica Equatoriale, e, lui come loro, è un ‘figlio della Terra’.
    La Natura lo lega molto strettamente agli elementi terreni, e alle loro manifestazioni più primordiali.
    L’ ‘Arte dell’Agguato’, l’amore per la terra e per la natura tutta, il ‘fuori’, la libertà, l’aria pura e le cose che alla terra appartengono, fiori, animali, sole, stelle, colori, sono tutti aspetti che caratterizzano l’impetuoso ‘essere’ di Michele.
    Michele è legato alla sua Terra e al suo Popolo, che lui conosce e ama; egli possiede un totem, come tutti gli Indios; il totem di Michele è l’Aquila.
    Come l’Aquila, infatti, Michele è straordinariamente intelligente, estremamente forte, e, nel suo stare nel mondo, grandemente maestoso.
    Eppure Michele è anche molto sagace, infinitamente buono, molto generoso e colmo di un amore grandioso.
    Michele è uno spirito solare, come l’aquila che vola libera nel cielo…
    Lui non può avere vincoli, deve volare libero.
    Michele sa che è nato in Brasile e che ad aspettarlo, fuori da una ventre che non è il mio, c’eravamo io e suo padre.
    Gli abbiamo sempre raccontato tutto quello che voleva sapere, sin dall’inizio, sempre: solo e assolutamente la verità.
    Per me, che sono sua madre, un’insegnante, e una scrittrice, è stato facile riconoscere in lui, al dì là di falsi ‘buonismi’ materni (anzi, sono molto severa con lui), un bambino molto, moltissimo dotato.
    Comunque, tutto quello che qui è scritto e porta la sua firma, non ha subìto manipolazioni; non è stato corretto niente, niente è stato ‘aggiustato’, né cambiato, da me, o da altri.
    Quello che qui ha scritto Michele, io mi sono solo limitata a riscriverlo in forma di ‘file’, per poter costruire questo libro.
    Ho scritto questo libro per Michele e di Michele, perché ho ritenuto bello rendere partecipi anche gli altri delle meravigliose doti che la Natura ha donato a mio figlio.
    Michele, fra i suoi temi principali, ovviamente, ha sua madre e suo padre.
    E’ ad essi che, per adesso, si rivolge tutto il suo mondo e tutto il suo amore.
    Questa è una sua poesia di quando aveva 9 anni.


    Cristina Tarabella


     
    Ci sono due parole nel mondo che sono magiche.
    Quando io nomino quei nomi tutto si trasforma.
    “Mamma e babbo” sono le parole magiche.
    Una pianta si trasforma in rose rosse
    come l’amore dei miei genitori
    un albero si trasforma in fiori rosa
    come teneri baci della mamma,
    la luna si trasforma in milioni di miliardi di stelle
    che sono tutte le cose più belle di babbo.
    “Mamma babbo” le parole magiche.