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Autore

Paolo Goglio

in archivio dal 03 ago 2011

29 agosto 1960, Milano - Italia

12 ottobre 2014 alle ore 23:18

Il costruttore di fontane

Intro: Il carovaniere che, strisciando in quel di Pannocchia, vedesse una fontana, orbene: sappi che essa è di Mangime.

Sì, Mangime era un vecchio fontanaro dalla barba zampillante, gli occhi sempre gli stessi, capelli sciolti e incanutiti dallo scorrere dei secoli.

Il racconto

Il carovaniere che, strisciando in quel di Pannocchia, vedesse una fontana, orbene: sappi che essa è di Mangime.

Sì, Mangime era un vecchio fontanaro dalla barba zampillante, gli occhi sempre gli stessi, capelli sciolti e incanutiti dallo scorrere dei secoli.

Viveva, come dissimo, in quel di Pannocchia paese, quello i cui abitanti sono i chicchi e ognuno si chiamava Mangime; in effetti, da qualche tempo, il nostro fontanaro era l’unico abitante di quel paese. Un paese ridente, com’è logico: così ridente che, quando sorrideva, le montagne e le fontane tutt’intorno scoppiavano dal ridere.

Mangime era un perito costruttore di fontane: aveva inventato la fontana a periscopio, quella a carriola, quella a valvole, quella a molla (…) e più ne costruiva più ne costruiva.

Però, da qualche tempo, gli Striglioni gli impedivano di costruire le fontane. Ogni volta che si accingeva a fare una fontana, ecco che gli Striglioni gliela tappavano con una bietola.

Questo è il motivo per cui il carovaniere che, strisciando in quel di Pannocchia, vedeva le fontane, adesso vede solo quelle bietole infisse nel terreno.

Probabilmente, Mangime si è già arreso ed ha proseguito a non fare più fontane; però, per continuare il racconto, sarà d’uopo immaginare che non lo si sia arresosi e. lottando contro gli Striglioni, stia lottando contro di essi.

Era molto tempo che egli sognava di fontanare il deserto attiguo a casa sua con una bella fontana a secco.

Così quella sera, alle 8 di mattina, eccolo che lascia la sua privacy a bordo delle sue scarpe, e si incammina verso il deserto con i viveri e gli immancabili arnesi atti a edificare la fontana: un tubo sferico ed uno tascabile, qualche apriscatole, una lampadina a gas, un campanile da passeggio, qualche pesce che scorrazzi e sguazzi e montagne di minuteria…

Maledetti Striglioni: il nostro Mangime è già in difficoltà. L’hanno fatto finire in una profonda buca ed egli, il nostro eroe, cerca in tutti i modi di uscirne fuori, ma invano. Fortuna che sa come fare: una spruzzata di carciofi-spray nell’aria e gli Striglioni si allontanano cosicchè egli, indisturbato, può scendere fuori dalla buca agitando i baffi.

Il deserto è già iniziato: interminabili distese di arido suolo spoglio, decrepito, secco, asciutto, caldo e via dicendo.

Però Mangime non trova il luogo che più gli confà per fare la sua fontana a secco.

La prima sera del secondo giorno, approda ad una pianura del deserto, il resto invece era pianeggiante.

Decide ivi di mettersi al lavoro.

Passano due, tre, quattro giorni e Mangime ha quasi finito la costruzione: la vasca, gli orli, il getto, il motore e la pompa ma il giorno dopo, ossia quello prima del collaudo, gli Striglioni gli bietolano la fontana.

Senza arrendersi, egli si rimette in cammino, vagando senza riferimento; in breve gli Striglioni cercano di fermarlo, mettendo una spirale sulla sua strada, così che prende a girare vorticosamente mentre i capelli gli spuntano a fiotti dalle braccia e dalle spalle. Ma il saggio Mangime sternuta, e la spirale se la batte con le gambe in bocca…

Naturalmente non è che l’abbia vinta, solo che siccome chi la dura la vince, un po’ ha vinto anche lui.

Mangime sa come sono fatti gli Striglioni ma qualcuno di noi forse no. Sappi, quegli, che essi assomigliano ad un tacchino con sembianze umane, trasparenti ma non incolori, sono infatti color bietola, e se qualcuno ha mai visto una bietola trasparente, può immaginare agiatamente di quale colore essi fossero.

Essendo di tale colore, quando tenevano in zampa una bietola diventavano invisibili, giacchè essi si mimetizzavano con la bietola e la bietola con loro !

Verso sera, intanto, un nuovo agguato… Mangime viene scagliato giù da un balcone ! Sa il cielo cosa ci facesse un balcone in pieno deserto, tutto sta che c’era!!! Ma poiché la casa che lo teneva su non c’era, il balcone era molto basso tanto che il nostro costruttore di fontane non si è fatto una mela.

Anzi, duro ed imperterroristico, riprende a lavorare mattonando una nuova fontana a secco.

Tira, allunga… chili di calce e tubi che volano, rondelle e viti, vino e bisce, martellate e fagioli la fontana viene, pian piano, su…

Il sole verso sera tramonta facendo giungere la sera e Mangime, alla luce del buio, lavora ancora: chissà mai se riuscirà a vincerla !!!

A notte inoltrata avvita l’ultimo cacciavite e fa la prova: funziona!!! Il getto d’aria sale visibilmente con potenza inaudita e ricade nella capace vasca. Mangime ha vinto, sì… ma sino a quando ?

Non dimentichiamo che gli Striglioni sono sempre all’erta e attendono solo l’attimo propizio per bietolare anche questa fontana.

Il nostro costruttore, dunque, edifica delle propulte tutt’intorno alla fontana e, allontanatosi per tornare sui suoi passi, ecco che gli Striglioni, appena si avvicinano alla fontana per bietolarla, vengono sparati in cielo con le loro bietole.

Trappola perfetta, caro Mangime, ma forse non avevi prefisto che ti potessero bietolare anche quella… Così gli Striglioni ti bietolano propulte e fontana e tutto va rifatto.

Qualche giorno dopo Mangime ha costruito una nuova fontana, anche questa perfettamente funzionante e si congratula con lui stesso. Per proteggerla dagli Striglioni, stavolta, la circonda con un grosso muro senza uscita. Proprio senza uscita, tanto che stavolta, messo l’ultimo mattone, si accorge che non può più uscire. Per due giorni e tre notti patisce fame, caldo e sete.

- Se almeno avessi qualche bietola – pensa tra sé e lui.

Manco a dirlo ecco una bietolata sulla cervice, così può prima mangiare quindi, sbietolando a tutto andare, esce dal recinto, senonchè si è dimenticato di avviare la fontana…

- Chi ha voglia di tornare dentro ad avviarla ? Io no di certo, meglio farne un’altra !!! –

E così è: la nuova fontana è quasi più bella delle altre: alta, possente, lucida e profumata, adorna di fiori e poesia. Mangime, quindi, la protegge con un campo minato ma chiaramente gli Striglioni gli bietolano anche le mine sicchè, esplodendo esse, anche la fontana va in frantumi.

Roba da spararsi: anche una tempra dura come quella di Mangime si sta sgretolando… In quella, una lampadina si accende nel suo piede e l’idea si concretizza in una nuova, stupenda fontana: la fontana a bietole!!!!!

E gli Striglioni, più che la bietolano, più che essa bietola… Certo!!! Perché una fontana a bietole bietola in continuazione!

    Mangime

Soddisfatto, mangime torna alla sua casa in quel di Pannocchia che aveva lasciato da tempo. Oh, maraviglia!!!

La fontana a bietole bietola ancora, bietolando in continuazione a tutto spiano, resistendo agli Striglioni, al tempo e alle bietole…

Da lontano, Mangime si lecca la lingua: vede il getto della fontana dei suoi sogni svettare nel deserto; oh, quale fierezza per un animo così sentimentale, quale tripudio per un vecchio così mesto!

Mentre il sole tramonta come sempre là dove non tramonta mai, Mangime sorride:

- La chiamerò Barbabietola – pensa….

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