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Autore

Paolo Goglio

in archivio dal 03 ago 2011

29 agosto 1960, Milano - Italia

18 febbraio 2012 alle ore 13:35

La gioia del silenzio

Il racconto

La gioia del silenzio

Mi alzo e mi risveglio, esco dalla lastra, dalla tomba, distruggo la lapide e scavo verso l’alto, verso la superficie, ho bisogno di aria cazzo... sono chiuso qui dentro da anni, marcio sepolto e ogni tanto vado a prendere una boccata di ossigeno, non credete che sia il minimo che posso fare? A voi piacerebbe stare sottoterra murato e cementato, al buio più nero, al freddo più umido e puzzolente che ci sia, in compagnia di vermicelli bianchi e piccolini che si infilano nelle cavità orbitali per spolpare quel che resta della membrana oculare? A me fa uno schifo pazzesco, amavo la luce del sole, amavo passeggiare sotto la pioggia e sentirla scivolare sulla mia pelle bagnata, amavo i raggi di luna  splendente che mi asciugavano, ora no... vivo nella notte e devo pure sorbirmi i piagnistei di tutti quei latranti visitatori che vengono a inorridire sul mio sepolcro... ma porca zoccola! non possono stare a casa loro a spandere lacrime?

Ma io non lo so! Vengono qui in visita a me, ai miei vicini di fossa, a quelli laggiù dei loculi o alle cappelle dei borghesacci e non fanno altro che lamentarsi, frignare... sono tutti fusi, fuori di testa! Invece di gioire che sono lì sulla superficie a sentire il profumo dei fiori, a contare le stelle, a bere, mangiare, respirare, vivere, correre, pensare, amare e sognare vengono proprio qui a spaccare i marroni con delle lagne infinite, preghiere tristissime e deprimenti, ma dove cazzo credono di essere, al cimitero???
....

E sì...

Il grave, drammatico, terribile problema di fondo è proprio questo...

Eppure basterebbe cambiar l’insegna, chiamarlo che ne so... il

“Riposatorio”

oppure

“La gioia del silenzio”

ovvero...

“Residence delle anime”

Va anche detto che mi importa poco perchè, in fondo, sono loro che non vedono, non sentono, non capiscono, sono loro che passano la vita a correre dietro una scrivania, un aumento, un titolo, una promozione e quando la ottengono dicono:

“Sono realizzato”

Sapessero quanti diplomi, quante lauree, quanti miliardari, quanti illustri e dottissimi esperti ci sono qui sotto... un esercito! E la figata è che non ci sono più classi nè ceti, sono tutti unificati, tutti uguali, stessi diritti, nessun onere e nessun dovere, vale solo una regola, universale e uguale per tutti, quella del silenzio.

Dopodichè ognuno può fare quello che meglio desidera, nel rispetto dei vivi, chiaramente...

E sì perchè quelli, forti della loro emotività, sensibili, poverini, delicati, suscettibili e percettibili hanno lo stomaco debole, poca fantasia e tante menate in testa che dobbiamo andarci cauti, uscire solo alcune notti possibilmente protetti dalla luna nuova e da un pò di nebbia, meglio ancora se fa freddo, ci decomponiamo di meno e ci divertiamo a scrocchiare le ossa, quelle poche rimaste.

E così questa sera tocca a me passeggiare per i vicoli tra un cipresso e una fontanella, mi riscaldo le membra con le candeline e i ceri dei miei vicini di terra e mi diverto a leggere gli epitaffi,  i titoli di coda, la fine del primo tempo...

Qui siamo nella fase di “Intervallo” non so se avete presente... c’è tutto e nulla, c’è spazio, libertà, raggio d’azione, non ci sono più tasse da pagare nè bollette della luce, a cosa servirebbe? Forse meglio stare buoni che se ci beccano vengono a piantarci su l’imposta sul buio, l’ICI sul volume dei metri cubi di terra, il canone di soggiorno e già che ci siamo anche una bella quota di affitto  sul riposo eterno no?

Quante menate... ma ora lasciatemi godere, apprezzare questo momento magico in cui emergo dalle viscere del suolo, discosto con attenzione il manto di erbetta rasa qui accanto alla mia pietra sepolcrale e con molta, moltissima attenzione mi guardo intorno, cautela ci vuole, molta... moltissima cautela! Queste cose purtroppo non le insegnano a scuola e neppure durante la carriera di lavoro, mai! Cose da pazzi!

Noi viviamo per morire e la gente si preoccupa solo del vivere, di quello spicchio ininfluente rispetto all’eternità della propria anima, di quel passaggio tra il prima e il dopo in cui si materializzano in un ovulo per dare vita a “SE STESSI” ma poi? Credono di liquidare la pratica così, definitivamente come se nulla fosse successo? Ah certo... la loro principale preoccupazione è trovare un parcheggio, indebitarsi un decennio (di quei 6-7 a disposizione) per comprare una Jeep da usare in città (!) la ricordate la barzelletta dei frigoriferi agli esquimesi...? E’ la stessa cosa! Quelli che per andare in ufficio si comprano l’orologio da escursione con bussola incorporata, quelli che impostano il navigatore GPS per andare in vacanza, quelli che leggono le riviste di gossip così si sminchiano quel poco cervello rimasto, quelli che si attaccano a un filone ideologico e portano avanti una bandiera a volte nera, a volte rossa, a volte un pò colorata con dentro tre cazzate disegnate e ritengono di aver trovato il loro cammino... !!!
Poi sapete qual’è il vero bonus di noi, spiriti eletti dell’aldilà? Che siamo liberi!!! Loro ci dipingono nelle fiamme dell’inferno, nel vuoto di un limbo, millantano sulla nostra esistenza, ci ridono sopra, ci trasformano in videogames o film horror ma qui siamo nel tutto, nell’armonia, nella totalità, nell’

”essere” 

Esattamente come loro sono nel

“non essere”

Ma siccome i vivi sono loro, ecco che conta solamente il loro punto di vista: egocentrici, egoisti, pusillanimi, vigliacchi meschini codardi deboli miserabili desolanti infami spregevoli megalomani presuntuosi vanitosi boriosi futili vuoti insignificanti banali marginali paurosi vili accentratori menefreghisti negligenti cinici incuranti sciatti infingardi indolenti sfaccendati poltroni acidi e accidiosi!!!

Ops! Scusate! Ho dimenticato qualche puntino giusto?

Quello con la curvetta che chiamate virgola?

Ha Ha!!!

Apposta non li ho messi! Perchè vi rendiate conto che basta un minimo per mandarvi in crisi!

Un minimo, ecco... adesso sapete cosa faccio?! SCRIVO TUTTO MAIUSCOLO! PENSATE QUANT’E’ FASTIDIOSO? E POI GIA’ CHE CI SONO SMINCHIO TUTTO; LA PUNTEGGIATURA” E INCASINO SU TUTTO...... HA HA BASTA ‘SPOSTARE UN CAZZINO DI APO-STROFO. E NON CAPITE PIU’ NULLA: MAGARI GLI DIAMO – UN BRUTTO VOTO?? COSA DITE! UN BEL 4\3 scritto su un fogliettino di carta chiamato pagella con nota di giudizio, tutto numerico, tutto ridicolo, tutto quantificato, segnato, definito, premarcato, preconfezionato... se non hai un bel voto significa che sei una merda e ti rimandano: BOCCIATO! Esami a settembre, controesami del sangue, esame di guida, esame della vista, dell’udito, test allergologico, ginecologico, cerebrolesico, dermoacustico, testicolare, controllo laser della radice di pelo del prepuzio, cordata di gruppo alpino sul Monte di Venere, osservatorio astrale dei corpi celesti che in realtà sono masse gassose in una volta di cosmo color nulla... ma fa nulla, appunto...

Ecco, sposto un attimino questo cazzo di vaso di crisantemi, un colpo di cranio a destra... perfetto... non c’è anima viva! solamente noi... anime libere...

Ci salutiamo e dialoghiamo intimamente, perfettamente connessi dalla nostra aura energetica, ci avviciniamo, ectoplasmi eterei sovraccarichi di amore e danziamo sulle rovine del mondo: grattacieli, asfalto, semafori, metropolitane, tralicci, centrali nucleari, barriere architettoniche, ponti e gallerie, strade lastricate, fiumi cementati, montagne scavate e foreste disboscate, acque incanalate, isole distrutte, aria inquinata, atmosfera trafitta da tubi di metallo che volano giorno e notte per portare avanti e indietro sempre le stesse cose, le stesse persone, consumando miliardi di tonnellate di ossigeno e rilasciando sulle loro teste miliardi di tonnellate di biossido di carbonio più tanti altri bei veleni che torneranno nel loro habitat con le prime piogge.

Si iniettano in gola tubettini di carta ripieni di tabacco, masticano pezzi di gomma colorata e dolce, bevono  combustibile aromatizzato sambuca, mirtillo o liquerizia, spremono l’uva per ubriacarsi e rincorrono tondini di metallo e banconote colorate che sfruttano per avere dei numeri sul proprio conto corrente:

+ 1.560

Significa che posso giocare un pò con la carta di credito o con il bancomat che ricordiamolo ha un numero identificativo composto da 16 cifre, un pin di 4 e un codice di verifica di 3, poi una data di scadenza e un limite di utilizzo insomma... una specie di pecora elettronica da scambiare con un paio di uova matematiche ovvero con un sacco di riso telematico... pazzesco!

E siccome poi vanno in crisi cosa fanno? leggono libri, studiano rimedi, prendono sferettine di sostanze chimiche che alterano l’equilibrio in modo da potersi stordire ulteriormente, si fanno le flebo per bilanciare la cronica e inguaribile incapacità di autoregolamentarsi la cosa più semplice, non sanno mangiare, neppure respirare! tagliano gli alberi, raccolgono fiori, sporcano le acque... ma come cazzo si permettono???

MA
COME
CAZZO
SI PERMETTONO???

Porci malati e depravati con le ali mozzate, la testa reclinata, repressi e depressi si sentono in dovere di deprimere il mondo, sfrattare gli orsi dalle proprie caverne, distruggere l’habitat di un colibrì, alterare gli equilibri in cui le farfalle volano la sera colorando l’aria, vivono in scatola, dentro un barattolo con le ruote, in una tana domestica sigillata da vetri, tetti, mura e pavimenti e non contenti murano tutto, dividono il mondo in pezzettini e dicono:

“Questo è mio e questo è tuo”

E ogni volta che non sono daccordo perchè i centimetri sfuggono un pò a destra e un pò a sinistra, si infilano in un palazzo marmoreo chiamato “Tribunale” e si avvalgono del giudizio supremo di un pagliaccio vestito di piume e abiti carnevaleschi che passa la vita ad esprimere verdetti e sentenze, condanne e assoluzioni manco fosse un padreterno...

Una specie di ago della bilancia che a volte pende di qua... altre di là... e alla fine tutti sono scontenti perchè chi perde perde e chi vince è triste come prima.

E così, siccome si infilano in un tunnel senza vie di fuga, sono costretti a sfogarsi con la prima ideologia che gli viene propinata, se sei in un paese bianco ti rifilano un dio bianco, se sei in un paese blu avrai la triade blu, se sei in un paese lilla ci sarà uno splendido dio lilla.

Sono tutti diversi ma hanno tutti ragione.

Si scannano tra di loro ma predicano il bene e l’amore.

Però ti dicono anche:

“Sei in un paese libero”

Che significa in poche parole che se le cazzate non ti vanno bene puoi sempre pensare e dedicarti alle controcazzate, la chiamano

“libertà di pensiero”

e sono disposti a combattersi, sparare, ammazzarsi per difenderla: è un bene preziosissimo! In pratica sei artefice del tuo destino, libero di credere ad una boiata o al suo contrario, ovvero alle mille sfumature di mezzo.

Basta che paghi le tasse.

Eh sì... tutta la vita così.

Corruzione, evasione, malaffari, tangenti ed estorsioni, racket e sottrazioni, frodi, furti, degrado, bassezze, malavita, malvivere, malnascere e malmorire... si fanno una gran bella vita di merda ma la difendono e dicono:

“la vita è meravigliosa”

E perchè? La morte fa forse schifo?

Sono qui sereno, aria nell’aria, parte dello spazio, immerso nel cosmo posso volare tra una galassia e l’altra, giostrare sui cristalli di un pianeta, immergermi nelle polveri cosmiche dei nuovi mondi, quelli che stanno per nascere, quelli che si spengono, quelli che esplodono, sono nel tutto, nel reale, nell’insieme, non ho bisogno di studiare, so già tutto, sono parte della troposfera, faccio il girotondo sui campi magnetici e mi tuffo dentro il buco dell’ozono per riflettermi sulla curvatura della volta celeste... per noi è un po’ come una gigantesca bolla di sapone che prima o poi esploderà... di solito dura qualche miliardo di anni ma per noi è un nulla, mica abbiamo il rolex che ci dice l’ora...

Cazzo ce ne frega del tempo? è una dello loro persecuzioni matematiche, quantificano tutto, anche le cose che non esistono, distinguono un prima da un dopo ma hanno mai pensato che esiste un
“Sempre?”

Allargo i raggi e li propago ai miei pianeti, amo sentirli rotolare intorno a me, mi diverto un mondo a guardare come girano, perfettamente equilibrati, allineati, bilanciati, gravitazionalmente collegati... un lavoro pazzesco, ci abbiamo impiegato una vita per creare il Sistema ma ora siamo veramente appagati, è quasi tutto perfetto, splendido, un incanto favoloso... possiamo passare dalla materia al nulla, dalla luce al buio senza curarci di nessuno, nessuno ci dice cosa essere, cosa fare, quanto pagare come tassa a qualcuno che vive alle nostre spalle, siamo liberi di essere, creare, propagarci, diffonderci, amare.

Il “non esistere” è il nostro win-for-life, siamo fuori dallo schema, dalle rotte, dai labirinti dei loro percorsi culturali, non abbiamo una evoluzione da raggiungere, siamo già la perfezione: tutto nel tutto, amore nell’amore, vita nella vita, essenza nell’essenza, dolce  e silenziosa gioia di avere un universo tutto per noi, gratis...

per sempre...

:-))

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