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Autore

Patrizia Solazzi

in archivio dal 20 set 2007

30 maggio 1955, Milano

mi descrivo così:
Sono una scultrice, scrivo per dare lentezza alla polvere che troppo rapida passa tra le mia dita.

17 giugno 2008

Divaricazioni andante con moto, fortissimo

Scavando materia nuova
sorride il senso,
veloce il canto che si trama,
sorpreso andante
verso il cammino.



Di passi sorridono
dove il canto muore.

 

Spera
dissente
forse.

 

Arriverà il dolore
profondissimo


 
Vortice sorridente
verso
il controcanto che allude
forse
alla sera che incalza
alla marea che affoga i pensieri,
tralasciando scherzi
e derisi intenti.

 

Vorrei:
vorrei che tacesse
sssssssss...

 

Spegni ti prego,
il tuo andare vergognoso,
merce di scambio
per un saluto
se trema di mediocri scorci
il dorato intento spericolato.

 

Vorrei:
vorrei che tacesse
sssssssss...

 

Così suonava
il pianoforte di dita lunghe
e bellissime
il trillo incantevole,
scala infinita
che precipita nel basso Do

 

Vorrei:
vorrei che tacesse
sssssssss...

 

Resteremo esterrefatti
a contare il solfeggio delicato
del battere e del levare,

 

Pomeriggio di un giorno
qualunque
incantato di dolore
colmo di disperazione
vertigine di lacerazione.

 

Mestiere di aguzzino
volge alla fine il canto,
batte severo
quel senso inutile.
Andante con moto, fortissimo.

 

Vorrei
vorrei che tacesse
ssssssssss...

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