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Autore

Patrizia Solazzi

in archivio dal 20 set 2007

30 maggio 1955, Milano

mi descrivo così:
Sono una scultrice, scrivo per dare lentezza alla polvere che troppo rapida passa tra le mia dita.

14 gennaio alle ore 17:41

I tulipani

Non avrei messo in fila i tulipani
In altri tempi
E nemmeno alternando i colori.

Verranno altri soldati
Immobili come marionette
scambiandosi il sole e le piogge

Avranno certi cuori neri
Nascosti tra petali
sfacciati e colorati come grida

L' Impolverato raggio di luce
Si farà guardingo sotto la porta
come verde e brillante lucertola
lucente come il rammarico

E da lì spunteranno lingue verdi
ad assaggiare il sole
Tra un rosmarino e un sasso

Come In altri tempi
non mi sarei mai chiesta
se quel sapore di pioggia
E di terra nera
mossa da mani invisibili
fosse sopra di me
o fossi io a testa in giù

anche io in fila contro il muro
a contar le pietre
e le solitarie grige radici
a far da sbalzo ai riccioli di pioggia

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