Acrobata
ACROBATA
Ripasso la lezione
scandita dall’alunno professore
mio voluto egoismo
nel labirinto della mente memoria.
Amati , i ricordi
di luoghi e figure
riflessi dalle pupille lunari
della gatta della casa del mare,
ombra nera e vitale
sulla tegola bruna
di inverno marino,
si cullano tra le note
di un compact di un de Gregori
ancora immune
dal bizantino mercato di capitale.
Acrobata
tra il ciao da fuga di una figlia
i desideri di stasi
e gli istinti di bacchici entusiasmi
mi ritrovo
sul filo del tempo
ad oscillare
aggrappato al bastone
dell’equilibrio della ragione.
Attrae lo sguardo
lo spazio profondo dell’abisso
senza la traccia dell’arrivo.
E’ un momento
tra il lasciare la stanza
e l’abbndono
nella spirale del pensiero
eterno sogno
eterna illusione di vittoria
sul tempo
avaro e padrone.