Oggi dal mare corrono nubi
come di viole scure
affiora tanto movimento
da eclissarci in spampanate identità.
Si sfaglia il sole, diserto appena
in risonanze che accerchiano i capelli.
Ci guadagno, sì, dolcezza a interpretare
i rintocchi del sale sulle torri
e dei saltelli al vento la traiettoria
incompiuta, irregolare
dove piegare labbra ed intrecciarsi
in parole uguali a sempre e cinte
da noti respiri, senza ridondanza.
7 aprile 2017
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