Ricordo anch'io
quando la primavera
erano i tulipani ai davanzali
ed intorno la neve piano
scopriva le macchie di verde dell'erba nuova.
Tornerò sotto gli alberi e la neve
io che vengo dal sole,
dalle aride sterpaglie che coprono i nostri campi,
dai sentieri sassosi che si inerpicano dagli scogli
fino a raggiungere, dopo un lungo cammino,
lontani eremi,
terre di delitti e di sangue.
Altri mondi, altre vite.
19 febbraio 2007
Altri contenuti che potrebbero piacerti
Sere d'estate a Venezia
di Giuliana Bilotta
L'acqua silente riempie i canali
dove la luna occhieggia, ma non conosce
nelle serate estive(…)