Aria

Aria...
Come brezza,
sfiori, del quieto mare, l'onda spumosa;
gentilmente, agiti delle fronde, le verdi foglie
e, dei fiori, le variopinte corolle.
Vieni a me, te ne prego...
Accarezzando la mia pelle,
al pari delle forti,
seppur, nel contempo, lievi mani del mio amore.
Come vento,
sobilli, del superbo mare, il moto ondoso,
fomentandone l'onda,
che diviene, sotto di te, maroso;
scuoti, del grano, le spighe dorate;
del cielo, trasporti le nuvole bianche
e finanche, di acqua piovana, le gonfie.
Vieni a me, te ne prego...
Sotto spoglia di dolce tormento,
scompigliando i corvini capelli,
onde portare e sussurrare, al mio orecchio,
d'amore, le calde parole,
dettate, per me, dal lontano cuore.
Come bufera,
impazzi su mesta Terra ed impalpabile cielo,
ostentando aguzzo artiglio,
del terribile demone inquieto,
sfogante l'ira improvvisa,
in cui, per malefico incanto,
muti l'essenza inumana.
Vieni a me, te ne prego...
Rapendo, dapprima, il mio amore,
acciocché condurlo, in volo, con te,
senza fargli alcun male,
da me, quale Angelo superiore,
nonché tentatore,
che, con miracolo sapiente,
s'è impadronito del mio cuore.