Fra me e gli orizzonti
battelli d'ambra, alteri
declinavano inviti.
Seducenti isole
fuggivano la solenne impresa,
coltello di labbra e zenzero
piantato nella gola.
Bisanzio restò un gioco
una reputazione,
per salvarla
bastava un mercante d'oro.
Di pregiata seta si vestì il tramonto
venerato suddito ogni mio respiro.
Fu l'ultima volta che
mi piegai al volere degli dei;
andai poi per il mondo
sino a stancarmi i sogni
riposando infine
sulle spighe del perdono.
8 gennaio 2016
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Vengono da molto lontano. Mi fanno compagnia da sempre. Se ne stanno qui a fissarmi nel buio. Imprecano, urlano, si prendono gioco di me. Fanno un baccano infernale. Quando non ne posso più, mi accendo una sigaretta, mi vesto, indosso la maschera più sorridente che ho ed esco di casa. Li porto alla luce! Hanno paura del sole e fuggono via. Per un po' non si fanno vedere. Minaccio di vivere ed è questo che atterrisce i miei demoni.