Bohémien

Un chissà se
mi spettina quiete,
un altro, mi morde le labbra.
E se avessi teso la mano?
E se fossi rimasta a guardare?
E se avessi preso quel treno?

Ma sono zingara.
Un refolo di pancia.
Non chiedermi
il conto delle scelte prese.
Portati via le risposte,
lasciami solo il volo.

Sono fatta di strade
che non finiscono,
di amori visti dal finestrino,
di mani che ho sfiorato
e di altre che ho lasciato andare.
Così, come il vento,
non so stare in una tasca,
né chiusa in un pugno.

Lasciami la polvere sulle scarpe,
il sale sulle labbra
e quella fame di infinito
che mi fa chiamare casa
ogni luogo
dove al tramonto il cielo scrive
domani ritorno sulle ali delle rondini.