Ho un unico vizio, quello del silenzio...
il vuoto mi scalda le mani, neanche il sole ormai, fa la sua parte.
Solo lente lacrime sporche parlano per me
con la voce e il sapore del mare in tempesta.
Un'invadente solitudine
scava solchi profondi nel mio petto,
inabissandosi,
per poi tornare in superficie quando il tumulto sarà placato...
Calma apparente.
4 novembre 2010
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