Canzone per un Amico (In morte di J.P.)

C ventidue: correva la macchina verso casa, correva la macchina fra le strade buie. Chissà cosa pensavi, chissà cosa. chissà cosa cercavi di cosi distante, chissà cos'ha fatto la strada ombrosa in quell'istante.   Perché a volte si piange e si ricorda una vita umana e benchè sconosciuta quasi, il cordoglio è forte e l'aria è quasi tetra e quasi non s'inala, non si sa, non si capisce. Ma è questa la morte? Non si sa, cio che ci si prepara, quale sia la sorte.   Non ti conoscevo, ma capivo dagli sguardi alla finestra  capivo che, nel mio profondo, avevo conosciuto te più che altro per inerzia. E per inerzia quella mattina il mio pensiero era rivolto verso te come per quelli che ti sapevano davvero.   Io non ti conoscevo, ma colmavo i miei vuoti di memoria con gli altri occhi che piangevano.
E' strano come il corso della storia finisca contro un albero, finisca cosi presto e noi non possiamo, non possiamo  sapere il resto.   Mi dicono non vale andarsene cosi, senza salutare,
per sempre senza poter tornare, non vale correre una vita e correndo morire. "Non vale che te ne sia andato così!" Ora salutaci da li, facci ancora un pò ridere, salutaci da lì.    Salutaci da lì, come hai fatto sempre per quelli che sai, da lassù raccontaci le storie che qui nessuno ha mai sentito mai,
dicci, ora, dicci amico mio dicci un pò come si sta lassù in alto
al fianco di Dio.