Chi sei?

«Chi sono per te?»
mi chiedi nel silenzio che conosce il mio nome.
Le parole degli altri cadono come foglie; resta soltanto la verità del cuore.
Tu sei il volto che non abbandona, la mano che rialza, la roccia che sostiene quando tutto vacilla.
E io? Non sono Pietro.
Sono il dubbio, la paura, il passo incerto.
Eppure tu continui a chiamarmi, non per ciò che sono, ma per ciò che il tuo amore può fare di me.
Così depongo davanti a te le mie fragilità come pietre sparse.
Tu le raccogli, le unisci, ne fai una casa, una speranza, un cammino.
E ogni giorno la tua domanda ritorna, semplice come l'alba:
«Chi sono per te?»
Che la mia vita, prima ancora delle mie parole, possa rispondere:
«Sei il Signore, e in te trovo la mia dimora.»