Cime inesauste
ove al marinaio si espande
un orizzonte rapito,
tacito infinito.
Candide albe di ricordi vissuti,
sogni remoti.
Aurore nascenti,
tepori sonnolenti,
rumina un’aria salmastra,
un’amica solitudine
gli rammenta l’orizzonte,
quell’alitar di acqua salata,
quel dolorar del mare profondo.
(14/6/1994)
Da Emanuele Marcuccio, Per una strada, SBC Edizioni, 2009.
3 febbraio 2009
Altri contenuti che potrebbero piacerti
Ognuno, per sua stessa natura, è viandante, alla continua ricerca del proprio sé, alla continua ricerca della felicità ma, solo dei lampi fuggevoli, solo uno stormir di fronde ci sono concessi e questi attimi di felicità si perdono nella nebbia dei giorni, si perdono nel vento degli anni.
Emanuele Marcuccio, Pensieri Minimi e Massime, Photocity, 2012, n. 77, p. 22.