Destino

Guardavo un po’ il destino

e lo sguardo mio batteva

sul chiaro di una luna

che ingannata colorava

d’azzurro la sua ombra

Confusa, poi pensavo

che il colore conoscevo

era quello dei miei occhi

che lo sguardo tuo scioglieva

Piangendo, ora mi fermo,

d’un pianto senza sale

né di lacrime fluenti

Su un sasso grigio e fermo

appoggio il mio silenzio

lo fisso e lo rimiro

d’azzurro non colora

né dintorni né silenzi

Gli sguardi che vedevo

imprigionati e audaci

sono mbre dei miei occhi

che ciglia lunghe segna

sul grembo mio dormiente.