Due giorni in mare (Giorno 2)
Ti racconterei, vecchio marinaio,
che è stato bello ballare con te
e ritornare androgino per il tempo di una canzone.
Da lontano sembri presente ma l'attimo dopo non ci sei più,
per questo ti guardo da vicino
con la bocca appoggiata al tuo impulso vitale.
Da questa prospettiva,
ciò che mi mostri di tua volontà scompare,
ed io ti conosco per le tue improvvise vampate che scoccano nel nostro abbraccio,
per il sudore freddo e la tachicardia di centinaia di cavalli in fuga.
Sei nudo sotto di me, un po' in fuga e un po' in quiete.
Stamattina ho attraversato da solo il mercato dov'è l'umanità in risveglio,
per vedere come la mia vita si intreccia alla loro,
ma la treccia dei miei nervi e dei tuoi mai si compone
perché il tuo cuore è sempre un passo indietro ai miei desideri,
o sono piuttosto i miei desideri a correre troppo veloce,
perché io ti chiedo amore e tu mi regali perle che io uso per scrivere.
Nonostante ciò, in questa alba di città ti ho tenuto la mano.
Da ieri sera la mia pelle ancora ricorda la tua mano di quercia,
il dorso sudato, le dita mozze.
Se fossi qui marinaio, tutto questo ti racconterei.