Troppo lo spazio si affolla
mi diventa lingua ingarbugliata
allungo il gesto di cercare
quell’essere buio che bisbigliammo
su porte arrugginite, dita e chiavi
nel corpo siamese del preludio
una miriade accesa
il senso di accadersi, stille
da una perfetta impurità.
E ora piove, il gesto segue
linee di cielo e terra ‐‐ e tanto brucia.
E più niente, ti posso scrivere
di cosa mangio
in questo amabile buco,
di questa fonte materiale
che non sei tu. E del coltello
sempre dalla parte sbagliata.
29 dicembre 2022
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