Per il midollo di poesia,
bellezza forse,
vagherei senz'occhi
porterei le mie
ginocchia disastrate
in un giocondo furore‐luce
direi di rose e fallimenti
aggrovigliati come folli
dell'anima‐pietra dura
che resta qui
aspirando al non peso.
Inerpicarsi è
squarcio che non torna
stretto velo di angoscia
tanto scritto nei libri
ma che non so.