E ti vidi, era maggio,
Stagion perfetta per mirare il verde fogliame,
Che di speranzose fantasie
Nutre il desiderio di estate.
E ti vidi, era maggio,
Nudo corpo esposto ad un solerte sol
Che da tanto non faceva parlar di sé,
Sotto una coltre infestante di atomo opaco
Che di mal ne scrisse Pascoli,
Ma che in realtà di bene si animò il cor mio
Quando ti vidi
Su fresca spiaggia
E da lontan una barca,
Veliero inesauribile del tuo sguardo
E tu mi sorridesti.
Da lì,
Non ho memoria,
Oblio.
11 marzo 2026
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Mi dicevan “sei troppo pigro per scrivere un libro, qualcosa di compiuto, qualcosa di finito, l’apice dei tuoi scritti dove raccogliere i tuoi giorni”.
Ebbene,io ne sarei ben lieto di descrivere il mio attuale giorno come ne fosse l’ultimo:la vita di un uomo è di per sé un libro: credi ogni giorno che sia l’ultima pagina, ma sfogliando ne troverai centinaia di colori diversi.
È così che bramo a vivere, io e quelli come me: incompiutezza e bozze.