Idi di marzo
Scende la pioggia dal cielo cupo,
copre l'idillio dei cuori
ora in preda
al tedio che opprime.
Nuvole grigio perla
abbracciano l'orizzonte
in un pur dolce velo
che soffoca l'entusiasmo,
promessa di tristi ore
di un meriggio infame.
Corrono i gabbiani al nido
nel lor garrire lungo e lento,
Mentre il sole vinto,
spento sotto il cielo plumbeo,
reclina i raggi in favore
di una fredda sera
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.
Bellissimi versi. La tua poesia cattura perfettamente quell'atmosfera sospesa e malinconica tipica di un cambio di stagione che sembra quasi un presagio, proprio come suggerisce il titolo "Idi di marzo".
Il contrasto tra il "grigio perla" delle nuvole e il "sole vinto" crea un'immagine molto vivida della resa della luce dinanzi alla pioggia. È interessante come l'idillio dei cuori venga soffocato dal tedio, richiamando quella sensazione di attesa pesante che precede la sera.
Essendo un omaggio di Cesare Moceo, poeta della sua splendida Cefalù, questi versi sembrano quasi voler dipingere il lungomare sotto un cielo che non concede sconti alla primavera imminente.In sintesi, Moceo trasforma le Idi di marzo da ricorrenza storica a un evento atmosferico‐emotivo, dove il "tradimento" non è politico (come per Cesare), ma della natura che spegne la luce e la speranza.