Il mio sangue

Germoglia nell’attesa viva di un silenzio fermo alle tue labbra,
o della voglia chiusa alle pupille.

Ancora.

Schiude nella luce di due voci sorde all’apparenza,
il suo colore,

reo,
di continuare la sua corsa tra le dita,

rese,
alla tua pelle.

È nella fine del morirti dentro poi,
il mio sangue.

Del tuo sapore.