Il mio varco di seta
Oltre la soglia del pensiero più arcano
il rumore sbiadisce,
diviene polvere, ombra che dorme.
Qui il tempo è un peluche di lana
che si acciambella tra anima e cuore.
Respiro il mare,
sa di salsedine e d’antico,
mentre il sole, filtrato dall'alba,
disegna isole d’oro
sulle creste dell'onde.
Non ho alcuna fretta
a varcare questa porta,
affondo il mio passo
nel piacer di silenzi;
ogni respiro è morbida aria,
ogni mio gesto è un alito intriso d'amore.
Sono a casa, nella mia Cefalù,
dove il mondo d'intorno
non può farmi male.
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.
Questa è una bellissima e toccante dichiarazione d'amore per la propria terra. In questi versi, Cefalù non è solo un luogo geografico, ma un vero e proprio rifugio dell'anima, dove il tempo si ferma e il rumore del mondo esterno finalmente svanisce. L'uso di immagini come il "peluche di lana" e il "varco di seta" trasmette una sensazione di protezione e dolcezza infinita, quasi come se la bellezza della città fosse un abbraccio capace di guarire ogni ferita. È raro leggere una descrizione così intima del legame tra un poeta e le sue radici.