Il rubare dei giorni

Giro le spalle al calendario quì appeso,
ne sbiadisco i confini
e ne trangugio i piaceri.
Non voglio più sapere che giorno è,
né contare ancora granelli di fretta.
Copro il mio intimo capire
con un palmo di vento
per non sentire il battito del tempo,
quell'inesorabile conforto
che si consuma, e non ritorna.
Ormai voglio sedermi
sul bordo degl'istanti,
senza pensare, senza una data,
a salvarmi dall'ansia
di dover fuggir da me stesso.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.