Io, pezzo d'antiquariato ancora in restauro

Ricordare, soffrire, subire,
muri di tormento
entro i quali mi muovo,
nella volontà d'oltrepassarli
e che divengon soavi piaceri
a nutrir l'amar quotidiano
e innalzar a vette di sublimi aspirazioni
la nostalgia delle mancanze
che ricordano vissuti attimi di felicitá.

In me,
pezzo d'antiquariato che risale alla metà del secolo scorso,
sospiri d'affanno spargon ormai pianti
senza rispetto di moneta sonante,
tra tuoni ancestrali e rifugi di canti,
ninnenanne monotone
a zittire il silenzio di chi nel tempo se n'é lavato le mani. 

E arriva la consolazione a costruir castelli in aria,
Lei,
a voler restar fuori a misurar i ballatoi,
spiaciuta del sentir inane chiacchiere gironzolar pungenti nei cuori,
a far il suo mestier di tendere la mano,
e regalar benedizioni di pace,
recitando intime cantilene
dentro cui dolori senza colpe s'abbracciano a lacrime e singhiozzi.

Là, in quell'interiorità incarnata,
a far risplender un nuovo sole,
a rimarginar ferite di cupi imbarazzi.

Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ tutti i diritti riservati