L'abbandono

Abbocato all'amo a batter le pinne,
capita, mi dico,
come a voler alleviare lo strazio:
uscire da me stesso, ‐
diventare la scogliera
che argina il mare,
la cernia, la murena, la spigola,
l'anguilla, qualunque creatura
di questi abbissi ‐
rivolgermi lo sguardo: non basta.
Ti ho dispersa nelle salmastre,
ti ho cercata nelle dolci, nelle salate,
non ti ho scovata.
Nell'abbandono mi sono trovato.
Il mio carico di baci lo tengo in serbo,
in caso di ritorno.