L'arte delle precauzioni

​Abbiamo rinunciato a molto,
quasi sempre per ottime ragioni:
al mare perché lontano,
all’amore perché troppo vicino,
alla gioia perché poco seria.

​Rimandavamo tramonti, passeggiate,
persino un dolore necessario,
convinti che la vita potesse attendere.

​Conservavamo i giorni migliori
come abiti eleganti
per un’occasione mai arrivata.
Risparmiavamo carezze e perdoni,
come se i sentimenti maturassero
chiusi in dispensa.

​Abbiamo taciuto «resta» per orgoglio,
«vengo» per prudenza,
«ho paura» per educazione.
Preferendo il rimpianto
all’imbarazzo di un tentativo,
dimentichi che le cose belle, all’inizio,
fanno un poco vergognare.

​La nostra epoca preferisce
le precauzioni ai miracoli.

​Poi, con la calma crudele del risveglio,
abbiamo capito che la vita offriva tutto.

​Eravamo noi
a non essere disponibili.