L'Eco nel Silenzio (1990)

A Voi un testo profondo di Cesare Moceo poeta di Cefalù, che restituisce alla poesia la sua funzione più alta: farsi rifugio, àncora e specchio dell'anima.

Ho calcato i miei passi nel fango,
lontano dai calici e dall’oro,
laddove la notte si fa lunga
e le parole perdono il decoro.

Quando si zittisce ogni canto
e il buio rallenta il cammino,
non serve coprirsi di pianto,
mi provi a vederti piccino.

E non cerco parole di scorta,
né specchi per i miei tormenti,
ma un'ancora ferma alla porta
che tace e sospinge gli eventi.

Spegnere il sole è soltanto un istante,
un gioco che svanisce alla sera,
così restare nell'ombra pensante
è l'unico amore più vero.

E se non hai più la musica dentro,
godi almeno di un fare sincero.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.