L'incarnazione della dignità

Non è nel valore di un marmo funebre,
né in un letto d’oro antico,
che riposa la nobiltà degna,
ma nell'aver avuto la schiena dritta
al cospetto del nemico,
come una vela gonfia
in mezzo alla bufera.
Si potrà spezzare un ramo,
non il canto di un pettirosso;
si potrà sporcare il tempio,
non la devozione per l'altare;
ci sarà per ognuno un’eleganza pura
dentro il proprio pianto,
un modo altissimo di naufragare.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.