Sono venuto
alla luce malata di questo mondo
e all’aria irrespirabile di questo secolo
il quindici agosto del cinquantacinque.
Fino al giorno della mia resurrezione
ho vissuto come un pover’uomo
meglio non può fare
col suo carico di schiacciante umanità.
Poi...
sulla via della disperazione
l’incontro col Messia…
folgore che squarcia le tenebre
respiro che inebria l’anima
fuoco che spegne ogni sete del cuore…
la liberazione dai lacci della morte
la promessa di fedeltà assoluta.
Poco resta di quello che ero,
nulla più amo
di quello che possiedo.
7 gennaio 2008
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Forte più della morte è quell'amore che nei giorni di carestia si nutre alla sacra mensa del dolore apparecchiata dalla mano... maldestra dell'amato.