L'Insonnia della penna

Nascono in pigiama i versi miei,
con gli occhi aperti distesi sul letto;
hanno il cuore di chi non sa dormire
trascina con sè la speranza.
Non scrivo di fretta,
lascio andare la penna senza cura,
la parola si sfigura sul foglio,
non ha la fretta di chi trema e ha paura.
E non c’è requie per la stringa storta,
per queste rime
che ancor non voglion pace.
L'orologio cammina veloce
nel suo tempo morto,
mentre l’alba, là fuori, già si disfa.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.