L'ombra del tempo

Chi conta gli anni e li misura sul passo
li vive come un peso,
una lenta resa.
La voce che si assottiglia,
la mano che esita:
il genitore diventa un’ombra
che cammina al margine del giorno.

​Si sommano i silenzi,
le cure ripetute,
l'insofferenza per i gesti lenti,
il desiderio di una casa quieta
che non chieda più nulla,
prima di sapere cosa perde.

​Altrove, dove l’aria si fa sottile,
siede chi ha conosciuto il gelo
nel pieno di aprile.
Chi ha visto un volto caro
sfumare nel silenzio,
restando con le mani vuote
e nessun domani da attendere.

​Io, che ho perduto la sorgente,
porto un’assenza muta.
Baratterei ogni respiro che mi resta
per ritrovare quella presenza discreta:
ascoltare ancora un racconto già sentito,
guardare una ruga in più,
ritrovare l’odore della casa
che vive ormai soltanto nel ricordo.

​Quel peso era la radice.
La memoria.
La storia intera.
​L’assenza non avverte,
non chiede:
arriva,
e trattiene per sempre.