La rivoluzione gentile

Non fa rumore,
non chiede bandiere
né voci alzate.

Arriva piano,
come una mano sulla spalla
quando il mondo pesa
più del solito.

È un sorriso regalato,
una parola buona
lasciata lungo il cammino
per chi passerà dopo di noi.

Non pretende di cambiare il mondo,
eppure, quando nasce,
ne illumina un angolo.

Scioglie le distanze,
disarma la rabbia,
accende un faro
dove qualcuno si sentiva solo.

È una rivoluzione
che non distrugge,
non conquista,
non divide.

Costruisce.

Sceglie la cura
quando sarebbe più facile ferire,
sceglie la luce
quando sarebbe più semplice voltarsi altrove,
resta umana
quando il mondo sembra dimenticarlo.

Perché certi cambiamenti
non si sentono arrivare:

si riconoscono soltanto
da ciò che, al loro passaggio,
è diventato
un po’ più luminoso.