Ricamo la mia vita
Nel gorgo senza fine
D’una risposta.
Libero il perché
Dagli stretti lacci
D’una domanda.
Verso un patetico nulla
Erra il mio
Essere soprannaturale.
Su vaghi sentieri, pestati
Da puttane e miseria
Ho ucciso i miei Eroi.
Inseguo scuse banali,
Cerco rime ed alibi,
Mi distraggo mi tormento.
Se avrò sete?
Berrò le lacrime
Di mia Madre.
Se avrò fame?
Mangerò il cuore
Di mio padre.
22 settembre 2009
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Preferisco vivere correndo e lottando per raggiungere quella che voi chiamate utopia, che vivere dormendo e marcire nella concretezza di quella che voi chiamate libertà !