Le molte stanze dell’amore.

L’amore non ha un solo volto,
né una sola stagione da abitare.
È sole che spalanca finestre,
o lampada discreta
accesa durante il temporale.

​C’è un amore che arriva come canto,
leggero, inatteso,
e uno che cresce piano:
radice che lavora nel buio
senza chiedere nulla alla terra.

​È mano che trattiene
e mano che lascia andare;
non possesso del volo,
ma cura del cielo
in cui l’altro desidera salire.

​È sillaba capace di sciogliere l’inverno,
o silenzio che non pesa
e sa restare accanto.
Ha il coraggio delle partenze,
la pazienza dei ritorni,
l’entusiasmo dell’alba
e la fedeltà delle notti lunghe,
quando restare diventa scelta.

​È fiume e approdo,
tempesta e rifugio,
ferita che insegna la cura,
carezza che restituisce fiducia.

​Tra le crepe dei giorni
continua a fiorire,
trasformando il poco in abbastanza.
Non è una cosa sola,
ma mille sfumature nella stessa luce,
strade lontane che imparano,
un passo alla volta,
a chiamarsi casa.