gli occhi pazientano pigri
sulle pagine aperte dell'anima
mentre uno spicchio di luna ingrigito
campeggia dentro il quadrato di cielo nero
disegnato dalla finestra spalancata sulla notte
E in questo quadro d'ignota mano
manifesto l'inconscio desiderio
d'esser io stesso la verità dei miei versi
cogliendone col cuore
l'essenza della loro alba e del loro tramonto
quale metafora del mio vivere
.
Cesare Moceo destrierodoc @
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7 dicembre 2017
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Un solo pasto al giorno a base di solitudine incancrenita consumeremo nel nostro prossimo vivere dove ognuno reciterà il suo credo a memoria fermandosi al di qua di quella sottile linea rossa che segna l'inizio della vita