Mi parlò il Tempo Fermo

Mi parlò il Tempo Fermo
in quel silenzio ovattato
in quell’onda uterina

Fu voce la sua
indelebile timbro
sulle valli dell’anima

‐ordinante pervicace ed eterna‐

nel fluttuo dei giorni
che d’allora in poi
marchiò di Sempre ogn’istante

Ha mano accogliente
il Tempo Fermo
Ha stanze e pareti dorate

È silenzio ovattato e onda uterina
È canto
inudibile a timpani grezzi

È placenta iridata
È nota elevata fra righi intrecciati

È nucleo e parto del nucleo
il Tempo Fermo

L’orma del silenzio
il suo camminamento