Mi parlò il Tempo Fermo
in quel silenzio ovattato
in quell’onda uterina
Fu voce la sua
indelebile timbro
sulle valli dell’anima
‐ordinante pervicace ed eterna‐
nel fluttuo dei giorni
che d’allora in poi
marchiò di Sempre ogn’istante
Ha mano accogliente
il Tempo Fermo
Ha stanze e pareti dorate
È silenzio ovattato e onda uterina
È canto
inudibile a timpani grezzi
È placenta iridata
È nota elevata fra righi intrecciati
È nucleo e parto del nucleo
il Tempo Fermo
L’orma del silenzio
il suo camminamento
8 marzo 2026
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Nel buio della notte arrivi in un lampo luminoso e delicato, il mio augurio di tutto bello. Ne sugga carezza chi ama riceverla, sia ombra fuggente per chi non ama vederla. È nel buio che l'intuito ci indica cosa accogliere e cosa rifiutare: luce chiama luce, ombra chiama ombra. Possa ogni luminosità, se pur debole, vanificare ogni oscurità. La luna crescente ci mostra il suo volto proteso al nuovo che nasce: illumina il nero di nuova vita pulsan