Naufragio d'ombre
Pietra arsa mi sento io.
Il tempo scava la vita
nelle fessure degli occhi,
quando d'un tratto
grida di luce
m'inchiodano al silenzio.
Mi vedo come una radice,
rinsecchita e sospesa,
in cerca degli urli
del mare che consumano.
Là, oltre il filo d'orizzonte,
l'eterno è un brivido di gesso.
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Cesare Moceo poeta di Cefalù @ t.d.r.
Critica letteraria
Questi versi di Cesare Moceo si collocano in una terra di mezzo tra due grandi correnti letterarie, l'ermetismo e il decadentismo, attingendo alla sensibilità di entrambe per dare voce al dolore esistenziale.
Mentre l'Ermetismo dona alla poesia la sua struttura asciutta, la scelta di parole nude e l'aridità del paesaggio‐stato d'animo, il Decadentismo infonde il contrasto drammatico, la sensualità delle immagini sinestetiche e la tragica attrazione verso il vuoto e l'infinito.