Noi, un sintagma
Soli, Io e Te,
ci accingiamo a viver
il nostro quarantasettesimo
San Silvestro;
fuori non c'è più
il vociare d'una volta,
quando la vita
era distesa e festosa.
Ora le ore
son corrose d'angoscia,
gli occhi sono gonfi
di malinconici ricordi,
le menti stanche
trepidano d'incertezza.
E intanto ci ripetiamo
che così è la vita;
offrirci l'un l'altro
nel puro e dolce
scorrere dei giorni.
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Cesare Moceo @ t.d.r.
Con questi versi Cesare Moceo vuole descrivere, con toccante lucidità, il passaggio del tempo e la mutata percezione della festa. Nel giorno di San Silvestro 2025, la poesia risuona come un inno alla resilienza di coppia: il "sintagma" (l'unione indissolubile di due elementi) diventa l'unico riparo contro l'angoscia di un mondo che sembra aver perso la sua spensieratezza.